NÉVOA – Re Un

Pubblicato il 23/07/2016 da
voto
7.0
  • Band: NÉVOA
  • Durata: 32 minuti
  • Disponibile dal: 07/06/2016
  • Etichetta: Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

“Re Un” è il secondo disco della giovane band portoghese Névoa (in italiano nebbia). Formatosi nel 2014, il duo ha dato alle stampe il primo album l’anno seguente, “The Absence Of Void”, black metal atmosferico ed ipnotico con qualche accenno post- black. Appare subito chiaro che il nuovo lavoro si discosta parecchio dal materiale precedente, fortemente influenzato dalla scena norvegese. I gelidi paesaggi innevati lasciano posto a scenari diversi, paludosi e opprimenti, questo perchè il sound dei Névoa ha sterzato decisamente verso il post-hardcore / sludge tipico di una certa scena statunitense (su tutti Neurosis e Isis). L’album si compone di sole quattro tracce – o meglio capitoli – i cui titoli suggeriscono l’idea di un ciclo: il brano in apertura, “I Communion” parte lentamente con una intro epica che fa pensare agli Enslaved, e mostra da subito il cambio di direzione intrapreso, evidente soprattutto nei riff di chitarra e nel cantato tipicamente post-hardcore, che in questo disco sostituisce quasi completamente lo scream presente su “The Absence Of Void”. Con i due pezzi centrali, “II Contemplation” e “III Conflict”, i portoghesi ci mostrano le varie sfaccettature di questo ibrido sonoro, più melodica ed aperta a suggestioni ambient la prima e decisamente più tirata e violenta la seconda. A chiudere il cerchio “IV Closure” – il pezzo più convincente del disco – dall’incedere doom/sludge denso e opprimente, terminante in una breve apertura melodica che si ricongiunge all’intro della prima traccia ( e richiama alla mente i Katatonia dell’immenso “Discouraged Ones”). Lasciato da parte lo stupore per il cambio di direzione intrapreso non si può che rimanere affascinati da questa nuova incarnazione dei Névoa, fatta di una struttura progressiva dei brani, suoni taglienti e abrasivi, distonie e un’atmosfera pesante, disperata. “Re Un”, è un disco non immediato, che necessita di ascolti ripetuti per essere penetrato e compreso appieno, ed ha come unica pecca la durata troppo breve: appena oltre la mezz’ora è un tempo davvero esiguo per un gruppo la cui durata media dei pezzi è di otto minuti e per dipanare idee e sentimenti così complessi, tanto che si arriva all’ultima nota con un vago senso di incompiutezza. Fatto salvo questo aspetto (che giustifica il voto contenuto) “Re Un” merita certamente l’attenzione di chi apprezza questo tipo di sonorità.

TRACKLIST

  1. 1. I Communion
  2. 2. II Contemplation
  3. 3. III Conflict
  4. 4. IV Closure
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