NEXT TO NONE – A Light In The Dark

Pubblicato il 03/07/2015 da
voto
6.5
  • Band: NEXT TO NONE
  • Durata: 01:05:41
  • Disponibile dal: 29/06/2015
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Universal

Ogni tanto saltano fuori band composte da teenagers e ci sono diversi esempi anche nel panorama metal: tuttavia, difficilmente ci si imbatte in adolescenti dediti a suonare prog. I Next to None sarebbero dunque, se non la prima, comunque una delle prime ‘boy-band’ (quando hanno registrato il disco erano tutti di età compresa tra i quindici ed i sedici anni) a suonare metal prog. D’altronde, vi ritroviamo un figlio d’arte come Max Portnoy, rampollo del celebre ex-Dream Theater Mike, che dal padre, a quanto pare, ha ereditato la passione per la batteria e che, nonostante la giovane età, suona già con una tecnica davvero invidiabile. In realtà, tutti i Next to None sono dei veri e propri ragazzini prodigio: polistrumentisti, eccellono nello sport, s’interessano alla scienza, all’ingegneria meccanica e alla robotica, hanno intenzione di iscriversi al college dopo il diploma e qualcuno di loro parla fluentemente più lingue. Restando in campo musicale, sono davvero dei virtuosi dello strumento sul quale hanno scelto di concentrarsi: di Max Portnoy abbiamo già accennato; Ryland Holland suona il piano ma nella band è il chitarrista; Kris Rank è chitarrista ma qui suona il basso; Thomas Cucé, infine, suona chitarra e basso, ma nel disco si dedica a voce e tastiere. Peraltro, è alquanto impressionante il fatto che quest’ultimo suoni soltanto ad orecchio, in quanto dislessico. I brani, infatti, spesso e volentieri presentano una struttura alquanto complessa e si articolano attraverso continui cambi tematici, senza però trascurare la melodia, particolarmente curata, soprattutto in accattivanti refrain. Tra gli idoli del giovane Max e dei suoi compagni di band ci sono indubbiamente (e, aggiungiamo, ovviamente) i Dream Theater, ma anche altre band americane come Slipknot e Lamb of God. Le influenze, tra l’altro, sono fin troppo palesi ed evidenti: ascoltando i Next to None, si ha infatti davvero l’impressione di trovarsi di fronte a piccoli cloni dei Dream Theater, imitati pedissequamente sia a livello tecnico che stilistico. I Next to None riescono dunque a realizzare brani ad elevato tasso tecnico e amano lanciarsi anche in intermezzi strumentali ad effetto, con prolungati assoli, continui stop’n’go, cambi repentini e passaggi che mirano, a loro modo, ad essere quanto più possibile imprevedibili. Rispetto ai Dream Theater, si riscontra, tutt’al più, una certa tendenza a far ricorso ad extreme vocals, in perfetto stile Slipknot. Niente male i risultati per alcune suite sulla lunga durata come “The Edge Of Sanity”, “Control” e “Blood On My Hands”; meno azzeccata, invece, a nostro avviso, la scelta di andare a riprendere in “Lost” il tema di “In The Hall Of The Mountain King” di Edvard Grieg, già abbondantemente riproposto in passato da altri (a cominciare, ovviamente, dai Savatage). Obiettivamente, vista la giovane età, sarebbe pretenzioso andare a cercare personalità nello stile dei Next To None: diciamo che “A Light In The Dark” risente un po’ troppo delle proprie influenze e forse ne eredita e amplifica anche qualche difetto, finendo talvolta per essere pure un po’ noioso. Tuttavia, bisogna riconoscere a questi ragazzi un’indiscussa bravura, nonchè il merito di essersi cimentati su musica di difficile concezione oltre che esecuzione, riuscendo persino a tirar fuori, in qualche occasione, alcuni sprazzi di autentica genialità. Lasciamoli dunque maturare: una nuova generazione di metal progsters sta crescendo e le premesse sono davvero promettenti.

TRACKLIST

  1. The Edge Of Sanity
  2. You Are Not Me
  3. Runaway
  4. A Lonely Walk
  5. Control
  6. Lost
  7. Social Anxiety
  8. Legacy
  9. Blood On My Hands
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