NEXUS INFERIS – A Vision Of The Final Earth

Pubblicato il 06/03/2012 da
voto
7.0
  • Band: NEXUS INFERIS
  • Durata: 00:41:00
  • Disponibile dal: 27/01/2012
  • Etichetta: Noiseart Records
  • Distributore:

Debutto annichilente e devastante per questo promettente combo britannico, nero araldo dell’apocalisse, messaggero della fine del mondo e preveggente di prossimi abomini cibernetici. I Nexus Inferis ci appaiono come una sorta di terminator musicale, provenienti dal futuro per porre fine anzitempo alla razza umana, rea di aver sottovalutato il potenziale delle macchine, pensate e concepite solo come nostre schiave. La band ci propone un metal estremo influenzato dalla visione oscura e nichilista di band come Aborym e Strapping Young Lad, prendendo in prestito, sopratutto dal gruppo italo-norvegese, le influenze elettroniche e quel rifiuto di ogni luce e speranza, catapultandoci in un atmosfera davvero raggelante quanto affascinante. Avvicinandosi ad una versione “robotizzata” dei Behemoth, nelle parti maggiormente influenzate dal death, i Nostri innestano delle pesantissime influenze black metal, il tutto sempre e comunque filtrato da un’ottica seppur non originale, quantomeno fresca e moderna. Dopo “Perspective”, intro che ha l’arduo compito da fungere da portale per entrare nel mondo nero e futuristico dipinto dal gruppo, veniamo attaccati dal metal furente della seconda traccia intitolata “Tremor”, virtuale out-take dell’album “Generator” della sopra-citata band capitanata dal bassista/cantante Fabban. Evitando uno sterile e noioso track by track, citiamo ancora una bella “Destroyed Aperture”, capitolo assolutamente ascrivibile ad un EBM acidamente metallico, dove l’uso della tastiera e della voce non può non ricordarci formazioni come Alien Vampires (nati per mano di Nyrsok, ex chitarrista degli Aborym, un caso?) e Psyclon Nine. Volendo presumibilmente competere con i Nile per il titolo più lungo nel metal estremo, i Nexus Inferis compiono un mezzo passo falso con “Resonate The Spark Under His Eye To The Flames In Outer Space”, brano vessato da una staticità noiosa e da una totale mancanza di qualsivoglia appeal. Riscontriamo una certa staticità nella voce, la quale, pur alternandosi sapientemente tra screaming e growling, non concorre a creare quel clima “futuristico” tanto promosso dal combo. Gli extreme metallers inglesi si risollevano con “Crown Of Planets”, episodio assolutamente dinamico e coinvolgente, così come il successivo “Cerebrum”, dal riffing decisamente black metal. Chitarre taglienti che disegnano riff inaspettati ed una batteria suonata in modo talmente marziale e perfetto che paradossalmente ci porta a pensare che, forse, una drum-machine non avrebbe fatto differenza (entrando pericolosamente in questo modo nel mood del disco), ci guidano per tutta la tracklist, ben supportate da una produzione perfetta e competitiva. Infine, una copertina davvero splendida ed evocativa, va a completare questo ottimo total-package. Riservandoci qualche dubbio sulla reale possibilità che band come i Nexus Inferis riescano a portare le stesse sonorità e suggestioni sulle assi di un palco, augurandoci in questo modo che non si limitino ad essere solo un ottimo studio-project, non possiamo che consigliarvi di ascoltare questo lavoro, sicuramente non perfetto, ma pregno di quell’atmosfera nera e futurista che tanto pericolosamente sembra confutata dalla nostra attuale realtà. Aspettiamo il prossimo lavoro per vedere se manterranno una promessa o deluderanno le aspettative.

TRACKLIST

  1. Perspective
  2. Tremor
  3. The New Strain
  4. A Vision Of The Final Earth
  5. Beyond Evolution Rubicon
  6. Destroyed Aperture
  7. Resonate The Spark Under His Eye To The Flames In Outer Space
  8. Crown Of Planets
  9. Cerebrum
  10. Through My Conscious One Last Time
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