NIFROST – Briseld

Pubblicato il 17/03/2026 da
voto
8.0
  • Band: NIFROST
  • Durata: 00:39:21
  • Disponibile dal: 20/03/2026
  • Etichetta:
  • Dusktone

Dopo un trittico iniziale di album pubblicati a cadenza triennale a partire dal 2016, i viking black metaller norvegesi Nifrost hanno deciso di prendersela un po’ più comoda nel dare alla luce il loro quarto full-length.
Ci sono voluti, infatti, cinque anni per poter ascoltare il successore dell’acclamato “Orkja”, ma il risultato ha ripagato abbondantemente l’attesa: il qui presente “Briseld”, in rampa di lancio per la nostrana Dusktone, rappresenta non solo il nuovo capitolo di un percorso artistico che, ad oggi, non ha ancora fatto segnare alcun cedimento di sorta, ma potrebbe tranquillamente fregiarsi del titolo di ‘magnus opus‘ per quanto riguarda il quartetto di Jølster.

Fondamentale, in tal senso, risulta non solo l’elevata qualità intrinseca dei vari brani che compongono l’album, ma anche il carattere ‘enciclopedico’ dello stesso: fra i solchi di “Briseld” possiamo, infatti, ritrovare tutte le caratteristiche che avevano marchiato a fuoco i tre precedenti lavori dei nostri, dai riff angolari e gelidi del debutto “Motvind” alle avvolgenti trame pagan/folk del successivo “Blykrone”, passando per la cupa ferocia del succitato “Orkja”.
Ma non basta: pur mantenendo ben saldi i piedi nella natia Scandinavia (i riferimenti stilistici della band vanno, come sempre, ricercati nella grande scuola epic/viking black metal istituzionalizzata da act quali Windir, Enslaved e primi Borknagar, oltre agli immancabili Bathory), a fare da collante al tutto i Nostri hanno introdotto rimandi a due correnti che negli ultimi anni hanno saputo ritagliarsi un ruolo prominente all’interno della scena: quella islandese (Misþyrming e Árstíðir Lífsins su tutti) e quella canadese (Forteresse e Sorciere Des Glaces, fra gli altri).

Il risultato è, di conseguenza, un album non solo profondamente epico ed impattante, ma anche catarticamente avvolgente e sensorialmente immersivo: un autentico viaggio nelle suggestioni naturalistiche, mitologiche e antropologiche della Norvegia leggendaria, nel quale i Nifrost hanno saputo riversare tutta la loro capacità, affinata nel tempo, nel saper coniugare concretezza e ricercatezza sonora, dando così vita a un opera in perfetto equilibrio fra aggressione black metal ed epicità pagana, cui concorrono in egual misura il riffing raffinato e al contempo sferzante messo in campo dalla coppia d’asce Skar/Norheim, l’ottima gestione delle linee vocali (sia quando esse sono intrecciate in magniloquenti cori clean sia quando sono gli scream prettamente black a prendersi il proscenio) nonché l’oculata quanto calibrata strutturazione dei singoli arrangiamenti.
Bastano i cinque minuti e mezzo della title-track “Briseld”, posta in apertura all’album, per rendersi conto del potenziale messo sul piatto in questa nuova opera dai Nostri: gli scenari magniloquenti e tragici evocati dalle poderose trame chitarristiche e dai penetranti intrecci vocali che da sempre sorreggono l’impianto sonoro targato Nifrost prendono immediatamente vita nell’immaginario dell’ascoltatore, latori di retaggi senza tempo che lo scorrere dei secoli sembra non riuscire a scalfire.
La dinamicità donata dalla ben congegnata alternanza fra midtempo e parti più furiose, unita alla conclamata capacità di Nostri di saper costruire architetture melodiche di gran pregio, sembrano donare al tutto un rafforzato senso di compiutezza e consistenza; sensazione che accompagna l’ascoltatore sia nei brani più variegati e compositi, come “Aldri Nok” (dai deliziosi richiami epic/folk), “Ei Stille Liding” (intensa e trionfale, non lontana dai primissimi Falkenbach), “Sjeleknute” (con i suoi saliscendi emotivi a dir poco entusiasmanti) o la conclusiva “Likdans” (oltre alla succitata title-track), sia in quelli in cui è la ferocia a prendere il sopravvento, come accade nelle ferali “I Stormens Auge”, “Livskraft” e “Forakt”.

Il percorso di crescita dei Nifrost, già contrassegnato dalle stimmate dell’eccellenza fin dalla loro opera prima, sembra davvero non conoscere tentennamenti di sorta: il qui presente “Briseld”, infatti, si palesa come l’ennesimo passo in avanti nella definizione di un sound sempre più personale e rifinito, per una band che, se da un lato non sembra affatto intenzionata a sovvertire le regole del genere, dall’altro si rivela sempre più maestra nel miscelare gli ingredienti a sua disposizione per dare vita a un melange sonoro veppiù ricco e identificativo, che saprà fare la gioia non sono degli appassionati del viking black, ma anche dei fruitori più smaliziati, costantemente alla ricerca di opere che sappiano coniugare intensità ed incontrovertibile qualità intrinseca. Un album da cui farsi rapire.

TRACKLIST

  1. Briseld
  2. I Stormens Auge
  3. Aldri Nok
  4. Livsktaft
  5. Forakt
  6. Ei Stille Liding
  7. Sjeleknute
  8. Likdans
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