6.5
- Band: NIGHT IN GALES
- Durata: 00:20:20
- Disponibile dal: 31/10/2025
- Etichetta:
- Apostasy Records
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A trent’anni dalla sua pubblicazione originale, “Sylphlike” torna a nuova vita in una versione riregistrata che i tedeschi Night In Gales – oggi in una line-up che per quattro quinti è la stessa degli esordi – presentano come una celebrazione, più che un’operazione nostalgica. Eppure, come spesso accade con simili progetti, la domanda resta inevitabile: serviva davvero? Perché certe testimonianze andrebbero lasciate esattamente com’erano – rozze, imperfette, ma vive. Il demo del 1995 era, e rimane, la fotografia di una band affamata e spontanea, intenta a cercare la propria voce in un panorama, quello del melodic death metal europeo, che in quel momento stava esplodendo sotto la spinta della scena di Gothenburg.
Inciso in un’epoca in cui i Night In Gales condividevano lo stesso fermento creativo dei coetanei svedesi, “Sylphlike” mostrava già un gruppo capace di scrivere brani di alto livello, dotati di un istinto melodico notevole e di un’immediatezza che li avrebbe portati, poco dopo, a esordire con l’ottimo “Towards the Twilight”. Non a caso, “Avoid Secret Vanity” venne ripresa proprio su quel debutto, a testimonianza di quanto il materiale di partenza fosse tutt’altro che ingenuo.
Oggi, “Sylphlike (Re-Recording 2025)” si propone come una sorta di ponte tra passato e presente, con l’intento dichiarato di rendere giustizia a quei pezzi anche dal punto di vista sonoro. In questo senso, il coinvolgimento di Fredrik Nordström al mixaggio e al mastering – l’uomo dietro a capisaldi come “Slaughter of the Soul” o “The Gallery”, tra i tanti – è una garanzia di equilibrio tra fedeltà e definizione. Il suono è sì più levigato e potente, ma per fortuna non sterilizzato: l’aggressività e la ruvidità tipiche del demo restano abbastanza percepibili, evitando così il rischio di stravolgere del tutto quello che resta pur sempre un documento di gioventù.
Va detto che la riregistrazione non aggiunge nulla di sostanziale a quanto già noto: la forza dei brani sta ancora nella loro struttura euforica e diretta, nel dialogo costante tra ferocia e melodia, non in un restyling tecnico. Tuttavia, può avere un senso come occasione per riscoprire un tassello fondamentale non solo nella storia dei Night In Gales, ma anche del melodic death metal e del panorama tedesco nel suo insieme.
A completare il quadro, un artwork rielaborato da Paolo Girardi – elegante, evocativo, rispettoso dell’originale – e appunto una produzione che evita la trappola del revival patinato. In definitiva, “Sylphlike (Re-Recording 2025)” non sostituisce il demo del 1995, né intende farlo. È piuttosto un omaggio: un modo per ricordare da dove tutto è cominciato, senza riscrivere la storia, ma ribadendone il valore.
