7.5
- Band: NIGHTBEARER
- Durata: 00:50:00
- Disponibile dal: 29/07/2022
- Etichetta:
- Testimony Records
C’è aria di cambiamento in casa Nightbearer: quella che poteva essere vista come una delle tante realtà del panorama death metal tedesco, tanto affollato quanto spesso ordinario nelle scelte stilistiche, sta infatti evidentemente imprimendo una svolta un pochino più coraggiosa alla propria musica. Ce ne accorgiamo ascoltando questo “Ghosts of a Darkness to Come”, secondo full-length di una carriera iniziata in punta di piedi e che ora potrebbe prendere una piega più eccitante, se adeguatamente supportata da pubblico e critica.
Pur con i piedi ben piantati in quella scuola death metal svedese che ha nei classici Dismember il suo nome di maggiore affidabilità, i Nightbearer in questa nuova fatica provano a mescolare le carte e ad affidarsi ad una formula più movimentata che centrifuga il tipico suono ruvido del genere di partenza con partiture più ossessive, apnee di smarrimento e una melodia maggiormente sinuosa, spesso in linea con certe soluzioni dei Necrophobic o di certi Desultory. La durata dei brani, di conseguenza, si fa sostanziosa: si parte magari da riff piuttosto agili, in stile “Massive Killing Capacity”/“Death Metal”, ma le costruzioni articolate a cui mira la band finiscono presto per addensarsi emotivamente e poi frammentarsi, sfumando in pattern ora orecchiabili, ora nervosi, ripetitivi ma allo stesso tempo avvolgenti e ottenebranti. C’è un sapore nostalgico e decadente nell’atmosfera e nella regolarità delle cadenze che lievemente perdono intensità e si disperdono in rivoli scintillanti, ma ci si imbatte anche in episodi decisamente rocciosi, dal linguaggio magari più povero – sulla scia di un “Resurrection Through Carnage” dei Bloodbath, per intenderci – ma certo diretto ed efficace.
Si nota come ogni tipo di espressione venga affrontato dal quintetto con un gran piglio, facendo sue le derivazioni e le citazioni, anche le più sfrontate, e creando una tracklist che esprime competenza ed entusiasmo. È tanta la carne al fuoco, ma, rispetto al più tradizionale e quadrato debut “Tales of Sorcery and Death”, i Nightbearer questa volta hanno il pregio di sapere scrivere canzoni che stanno sempre in piedi, mettendo una loro anima al centro di tutto, senza tuttavia rinunciare all’oscurità che emerge dal fondo. Funzionerà molto bene dal vivo – e già immaginiamo le dozzine di corna al cielo ai festival tedeschi – ma saprà rivelarsi un ascolto suggestivo anche e soprattutto tra le mura di casa.
