NIGHTLAND – The Great Nothing

Pubblicato il 20/11/2021 da
voto
7.5
  • Band: NIGHTLAND
  • Durata: 00:47:59
  • Disponibile dal: 19/11/2021
  • Etichetta:
  • Scarlet Records

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Terzo album per i pesaresi Nightland, che dopo il convincente “Umbra Astra Luna” passano alla Scarlet, tornando a proporre il loro interessante death metal sinfonico ricco di contaminazioni e riferimenti.
“The Great Nothing” si presenta come un lavoro molto interessante perché non si limita mai a un mero tentativo di ripercorrere le tracce di maestri come Septicflesh o Fleshgod Apocalypse: il songwriting dei Nightland è sempre molto personale, basato sulla creazione di un tessuto musicale intenso, riflessivo, a tratti poetico. Gli elementi sinfonici sono ben presenti ma tutto sommato non centrali per il sound di questa band, perché il nucleo pulsante della loro idea musicale è da rintracciare negli intrecci melodici, mai banali, e spesso lontani dagli stereotipi del genere. Basti ascoltare brani come “For Once In My Name” e “Further” per intuire quanto ampi siano gli orizzonti compositivi dei Nightland, dove le chitarre dialogano costantemente con le orchestrazioni senza mai cercare impatti forzatamente brutali, ma invitando l’ascoltatore in un mondo nero e denso squarciato da luci intense – con aperture melodiche inaspettate e straordinariamente efficaci. In tal senso l’apice compositivo viene toccato con “Shade Of A Lowering Star”: un brano che può risultare davvero piacevole per una platea di ascoltatori molto ampia – dove il death melodico si permette divagazioni in territori power, inserzioni di partiture acustiche alimentano un sostrato cangiante e quasi prog, mentre cori mai ampollosi si coniugano armoniosamente con il growl molto espressivo del leader Ludovico Cioffi.
Si è dunque davanti a un album davvero molto piacevole e ben fatto – anche da un punto di vista della produzione, che non punta mai su un impatto inutilmente ‘bombastic’, prediligendo un sound coinvolgente e caldo, in linea con l’idea musicale alla base del progetto. C’è tuttavia da sottolineare come il disco, nonostante non abbia praticamente mai momenti banali o scricchiolanti, nella seconda metà cominci a perdere leggermente l’impeto che caratterizza i primi brani del lotto. È come se ci si abituasse al meccanismo musicale architettato dalla band, e si smetta di essere realmente partecipi durante l’ascolto: non una vera e propria pecca, ma al contempo una debolezza che non permette all’album di risultare inappuntabile dall’inizio alla fine.
A ogni modo, “The Great Nothing” si configura come un album importante per il metal italiano, consegnandoci una band che dimostra ancora una volta di essere tra le più capaci e interessanti a livello nazionale – e ormai pronta ad affacciarsi con vigore e orgoglio verso il mercato internazionale.

TRACKLIST

  1. The Conjunction Of Benetnash
  2. For Once My Name
  3. Shade Of A Lowering Star
  4. Further
  5. 101 Megaparsecs
  6. The Great Nothing, Pt. 1: Of Seeking And Straying
  7. The Great Nothing, Pt. 2: The Reliever
  8. The Great Nothing, Pt. 3: Pursuers Of Absolution
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