NIGHTMARE – The Aftermath

Pubblicato il 29/05/2014 da
voto
6.0
  • Band: NIGHTMARE
  • Durata: 00:49:32
  • Disponibile dal: 23/05/2014
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

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I Nightmare sono ormai una nostra vecchia conoscenza… Già recensiti in occasione del live pubblicato dopo il settimo album “Insurrection” e del successivo “The Burden Of God”, i Nostri non sono mai riusciti a colpirci come dovrebbero. Ma non è questione di solo queste ultime uscite, il problema è proprio nella sfibrante testardaggine con la quale la power band francese insiste nel produrre album che stazionano sempre sugli stessi binari. Non è che li accusiamo di mancare del tutto di originalità, anche se non è certo il loro forte, ma conosciamo pochi gruppi nel filone a cavallo tra heavy classico e power teutonico che siano così inflessibilmente dediti alla causa. Considerando altri nomi del panorama, ad esempio i Rage hanno avuto delle fasi sperimentali, senza contare la deriva orchestrale di “XIII” e “Lingua Mortiis Orchestra”; e anche i Grave Digger, dopo la trilogia storica “Tunes Of War”, “Knight Of The Cross” e “Excalibur”, hanno provato a svecchiare in qualche modo la propria immagine, salvo magari poi cercare di riprendere le coordinate del proprio fulgido passato. I Nightmare non fanno niente di tutto ciò: nessun ritorno alle sonorità più tastierose di “Cosmovision”, nessuna deriva magari più sinfonica; il sound dei Nostri rimane il monolitico heavy–power di matrice europea, suonato con perizia, cantato con la dovuta esperienza dal veterano Jo Amore e arricchito dalle solite liriche pessimiste e presagenti un’apocalisse probabilmente nucleare. Ci troviamo quindi, in veste di recensori, in una posizione scomoda: dobbiamo infatti mascherare il fastidio per la continua riproposizione di sonorità che già di per loro non troviamo poi così esaltanti, e tentare di concentrarci solo sull’aspetto tecnico/realizzativo del lavoro in sé. Perché, come avrete già capito, non è che l’album abbia pecche evidenti, a parte la già citata monotonia della proposta: gli assoli sono relativamente ficcanti, le già citate linee vocali risultano forse un po’ più sapide rispetto al disco precedente e la dinamica delle ritmiche risulta a tratti anche coinvolgente…ma è ancora un po’ poco per una band ormai al nono album. Per ogni brano un po’ più frizzante e divertente, come l’opener “Bringer Of A No Man’s Land”, c’è qualche pezzo più noioso e fiacco come “Necromancer”; dove le sonorità misteriose di “The Bridge Is Burning” riescono ad elevare la drammaticità del genere e ad evidenziare le capacità interpretative del cantante Amore, brani come “Digital DNA” appiattiscono tutto sotto riff tutto sommato carini ma di sicuro già sentiti e venduti un tot al chilo, non supportati adeguatamente da una interessante linea vocale se non nel ritornello. Cosa possiamo fare, quindi? Lo stesso che abbiamo fatto le altre volte: riconosciamo perizia, esperienza e mestiere con un bel sei in calce alla recensione, ma poi ritorniamo ad ascoltarci i nostri dischi preferiti di Rage, Grave Digger e anche Powerworld, che con i Nightmare condividono il genere, ma il cui approccio più melodico quanto meno riesce più spesso a stemperare la noia.

TRACKLIST

  1. The Aftermath (Intro)
  2. Bringer Of A No Man's Land
  3. Forbidden Tribe
  4. Necromancer
  5. Invoking Demons
  6. I Am Immortal
  7. Digital DNA
  8. Ghost In The Mirror
  9. The Bridge Is Burning
  10. Mission For God
  11. Alone In The Distance
1 commento
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