7.0
- Band: NIGHTMARER
- Durata: 00:35:18
- Disponibile dal: 23/03/2018
- Etichetta:
- Season Of Mist
- Distributore: Audioglobe
La Season Of Mist tiene ben caldo il filone del death metal denso e cerebrale, mettendo sul mercato il nome nuovo dei Nightmarer. Entità di recente attecchimento, formata da tre personaggi transitati – e in un caso ancora all’interno – in importanti formazioni extreme metal. Musicisti che vivono in un certo tipo di underground da anni e che da altre entità, dove magari rivestivano il ruolo di gregari/seconde punte, hanno portato con sé spunti preziosi per lanciarsi in un’avventura che li vedesse protagonisti principali. Si sente eccome, e non è un dettaglio da poco, donde provengano gli ‘attori’ del progetto Nightmarer. “Cacophony Of Terror”, scavallante di poco i trentacinque minuti di durata, ha dalla sua la pazzia illimitata dei Gigan, di cui John Collett è stato cantante sul celebrato “Quasi-Hallucinogenic Sonic Landscapes”, l’elefantiasi ‘core’, nei break più grevi, degli War From A Harlots Mouth di Simon Hawemann, oppure la capacità di muoversi su più livelli e fondere strati di suono diversi, patrimonio dei The Ocean del batterista Paul Seidel. Se le sonorità, nella loro oscurità traslucida, nel palesarsi soffocanti e intimidatorie, perennemente avviluppate da un buio inscalfibile, rimandano ineluttabilmente ai Gorguts di “Obscura”, agli Ulcerate e ai Dodecahedron, gli svolgimenti delle singole tracce tendono ad essere più spigliati e inclini a favorire un impatto rapido e doloroso, limitando relativamente il ricorso a partiture tremendamente elaborate. Si nota attenzione al groove e a ritagliare all’interno del caos totalitario e ricolmo di dissonanze, comunque prevalente, momenti di gigantesca pesantezza, permeati di cruda ignoranza, solo rivestita di una patina schizoide-tecnologica che ne cambia, non di poco, i connotati. Le chitarre vibrano di inflessioni noise e tensioni avanguardistiche, erigendo un muro mobile di feedback ed effetti di estrazione post-metal, amalgamati benissimo alla tracotanza death metal. Lo scorrazzare selvaggio della sezione ritmica non è per forza l’arma prediletta, come possiamo notare nella mattonata sludge di “Cave Digger”, o negli stacchi squadrati della massacrante “Stahlwald”, che nell’alternanza di bastonate di doppia cassa e sterzate verso il mid-tempo sembra uscita da un processo di maquillage futurista dei Bolt Thrower. È quindi spesso deputata a un’inquietante lentezza la sensazione di disfacimento psichico, di rovina e aberrazione, trasmessa da “Cacophony Of Terror” nella sua interezza. Collett si esprime con una personalità schiacciante, inestimabile valore aggiunto della band, che si compiace del proprio ermetismo, tenendo le tracce in sospeso fra uno sludge-doom di ossessionante negatività e un oltranzismo carnale, completamente sregolato. Rimangono margini nella definizione di una rotta che non conduca verso porti già assai affollati, certamente “Cacophony Of Terror” è un debut di death metal feroce e intelligente, calibrato per arrecare danni catastrofici a fisico e mente.
