7.0
- Band: NINE INCH NAILS
- Durata: 01:007:00
- Disponibile dal: 19/09/2025
- Etichetta:
- The Null Corporation
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Al momento di scrivere questa recensione gli spettatori curiosi, come chi scrive, di incrociare per la terza volta nel loro cammino il mondo di Tron e le sue estensioni hanno già affrontato “Ares” e si stanno probabilmente chiedendo se considerare il film un documentario sullo stato attuale dell’arte degli effetti speciali, oppure l’ennesima prova (dopo i live action) dell’incapacità della Disney di riconoscere una pessima idea quando la vede.
Il nostro consiglio è invece quello di considerare “Tron: Ares” un evidente (anche se forse involontario) tributo a Trent Reznor, compositore capace di competere con artisti del calibro di Clint Mansell e Hans Zimmer. I Nine Inch Nails hanno sempre mostrato la loro inquietudine attraverso le macchine, mentre il film, in un plot twist concettuale, parla di una macchina che scopre le emozioni; era prevedibile quindi che il buon Trent tornasse ad adottare il vecchio moniker per la colonna sonora, offrendo ventiquattro brani tra canzoni vere e proprie e passaggi strumentali.
Il periodo più tormentato dei NIN si era concettualmente chiuso con “Hesitation Marks”, e la loro musica oggi è più d’ambientazione, in un certo senso affine a un’opera vicina al mondo dei videogiochi. I brani strumentali si dividono tra semplici passaggi funzionali alla sceneggiatura (“Forked Reality”, “In The Image Of”, “What Have You Done?”), vere e proprie composizioni degne del catalogo “Ghosts” (la dolcezza ambient di “Echoes” e “Still Remains” avrebbe fatto felice il David Bowie di “Low”, mentre “Daemonize” è un inquietante acquarello per sintetizzatori e percussioni) e intriganti omaggi al passato, come “This Changes Everything”, che cita “On The Run” dei Pink Floyd su un pattern danzereccio, o la breve “A Question Of Trust”, ironico riferimento all’amore del protagonista (un totalmente inespressivo Jared Leto) per i Depeche Mode.
Ovviamente, l’attenzione di noi ascoltatori si concentra soprattutto sui brani cantati: se “Shadow Over Me“ risulta un piacevolissimo episodio di pop elettronico, “I Know You Can Feel It” è un midtempo di puro mestiere e “Who Wants To Live Forever?” si rivela un inaspettato duetto con la star indie Judeline, che si trascina romanticamente come un interminabile carillon, è con “As Alive as You Need Me to Be” che Reznor sembra divertirsi come un matto in studio di registrazione, tra “yeah-yeah” filtrati e un ritornello che diventerà un singalong nei prossimi tour. A dire il vero, il brano ci sembra uno dei singoli più azzeccati dai tempi di “The Hand That Feeds”, e gli auguriamo il medesimo successo.
“Tron: Ares” è dunque una colonna sonora riuscita: un esempio di industrial deliziosamente fuori tempo per un film al di sotto delle aspettative, che sul finale minaccia (spoiler) persino un seguito.
In ogni caso, risentire i NIN, sia pure in versione pacificata, è sempre un gran piacere.
