7.0
- Band: NITE
- Durata: 00:46:10
- Disponibile dal: 20/03/2020
- Etichetta:
- Sentient Ruin
Primissima prova discografica per questo quartetto californiano, formato da musicisti provenienti da formazioni minori che spaziano dal heavy rock allo stoner doom fino ad arrivare all’heavy con influenze black. E proprio di ‘blackened heavy metal’ parliamo con questo lavoro, che la Sentient Ruin sceglie di rilanciare attraverso la ripubblicazione su cassetta quest’estate, dopo l’uscita su CD e vinile datata fine marzo (momento non esattamente tra i migliori per il mercato e la distribuzione, come ben sappiamo).
Stilisticamente la band di San Francisco si rifà al classico hard rock/heavy metal nel suo periodo d’oro a cavallo tra fine ‘70 e tutti gli eighties, con riferimenti più o meno espliciti ai mostri sacri Judas Priest, Iron Maiden, Scorpions (in particolare negli assoli), ma anche Mercyful Fate e Venom, ai quali unisce un piglio a tratti più cupo e un sound più americano. Non è perciò difficile pensare a formazioni più attuali come gli sfortunati In Solitude, Portrait e i Ghost meno pop.
L’aspetto black metal si limita in realtà alla sola voce, che non è però un vero scream bensì delle harsh vocals che restano comunque comprensibili e risultano essere – a onor del vero – l’aspetto meno convincente della proposta, in quanto un po’ troppo monocorde rispetto alla trama musicale che è piuttosto varia, pur restando sempre all’interno dei canoni illustrati. Nonostante questo brani interessanti e ben riusciti come il trittico centrale “Ezelia”, “Night Terrors” e “Chains” ci mostrano una band dotata di un buon songwriting e capace di risultare fresca e convincente anche in un contesto sicuramente non inedito né nuovo. Bella anche la semi-ballad “Bright” che però purtroppo soffre, in maniera ancor più evidente rispetto ad altrove, proprio di uno stile vocale che limita le potenzialità e la profondità del pezzo.
In ogni caso “Darkness Silence Mirror Flame” resta un buon disco, di piacevole ascolto e con alcune idee interessanti: restiamo sintonizzati per seguire cosa ci riserveranno in futuro questi ragazzi.
