NO ONE KNOWS WHAT THE DEAD THINK – No One Knows What The Dead Think

Pubblicato il 24/09/2019 da
voto
8.0

Per comprendere appieno la natura e il contenuto dell’esordio dei No One Knows What The Dead Think bisognerebbe ascoltarlo partendo dalla fine, dalla cover di “Dominion” dei Discordance Axis che ne suggella la breve e intensissima tracklist. In quegli spasmi che nel lontano 1995 diedero ufficialmente avvio alla carriera del pionieristico gruppo del New Jersey è infatti possibile rintracciare la medesima vitalità che oggi, ventiquattro anni più tardi, celebra definitivamente il genio di Rob Marton e Jon Chang, pilastri dell’underground che con questo progetto sembrano intenzionati a chiudere il loro sodalizio artistico fatto di grindcore evoluto e ultra-tecnico.
Tornati nuovamente in combutta dopo la sopracitata esperienza musicale (senza dimenticare quanto partorito in tempi più recenti con i Gridlink) i Nostri si rendono protagonisti dell’ennesima perla di estremismo e visionarietà in grado di dire tutto in un tempo oggettivamente irrisorio, condensando una pletora di spunti in un pugno di brani assemblati con ingegno e meticolosità sbalorditivi. Un suono fluido e cinetico che ha come unici punti di riferimento i diktat stilistici dei propri autori – qui coadiuvati dal batterista Kyosuke Nakano – perennemente sospeso tra contaminazioni deraglianti con gli universi mathcore, ‘post’ e sludge, evoluzioni impossibili e lampi di pura melodia, al cui interno la materia grind viene destrutturata e ricomposta secondo logiche impensabili per la concorrenza.
Eppure, così come accadeva nei vari “The Inalienable Dreamless” e “Orphan”, “No One Knows…” non diventa mai sinonimo di sterili elucubrazioni o giochi onanistici, né sacrifica sull’altare del funambolismo l’innato spirito comunicativo del genere: ogni episodio ha la sua identità e presenta uno sviluppo nitidissimo, in cui la schizofrenia espressa dal guitar work e dalla sezione ritmica è tenuta sotto stretto controllo da un songwriting chirurgico, e dove la performance al microfono di Chang si fa per un’ultima volta portavoce di un futuro afflitto e lancinante. Difficile non parlare di questi venti minuti di musica come del disco grindcore dell’anno.

TRACKLIST

  1. Yorha
  2. Autumn Flower
  3. Dagger Before Me
  4. Rakuyo
  5. Stars Hide Your Fires
  6. Cinder
  7. Sayaka
  8. Kaine
  9. Red Echoes
  10. Dominion
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