NO RETURN – The Curse Within

Pubblicato il 02/12/2017 da
voto
5.5
  • Band: NO RETURN
  • Durata: 00:48:03
  • Disponibile dal: 17/11/2017
  • Etichetta: Mighty Music
  • Distributore: Audioglobe

Il punto di non ritorno? Non esattamente. Piuttosto, il punto dei No Return. Quello definitivo? Non crediamo, vista la coerenza d’intenti del gruppo francese, contraddistinta da una costante quanto puntuale produttività che li ha portati, nel corso di una carriera quasi trentennale, a rilasciare una decina di album, compreso il qui presente “The Curse Within”. Ciò che desta invece un po’ di perplessità è l’incapacità da parte del combo transalpino di trovare la tanto agognata quadratura del cerchio, necessaria a dare la giusta impronta ad una band e quindi al suo sound. Nata nel 1989 come fautrice di un classico e genuino thrash metal, nel corso degli anni la creatura fondata dal chitarrista Alain Clément ha dovuto fare i conti con una serie infinita di cambi di line-up (e di etichetta) che ha portato ogni volta ad un continuo rimescolamento delle carte in tavola, non solo a livello di amalgama tra i componenti ma anche dal punto di vista sonoro. E dopo aver inserito passaggi più death, introducendo ad inizio millennio anche l’utilizzo delle tastiere (durate solo due album), con “The Curse Within” i No Return hanno ulteriormente abbandonato la spontanea aggressività primordiale a fronte di una maggior tasso melodico, avvicinandosi ancor di più, seppur con i dovuti paragoni, a quel Gothenburg sound made in Dark Tranquillity. Il vocalist Mick, più a suo agio con le tonalità growl, non è certo Mikael Stanne tuttavia, in alcuni punti, soprattutto quelli più tirati, i rimandi alla band scandinava (periodo “Damage Done”) sono palesi. Ma, a conti fatti, risultano anche essere eccessivi e altrettanto troppo simili tra loro. Sorpassata l’intro targata “Inhale”, le successive “The Will To Stand Up” ed in particolar modo “The Crimson Rider” rappresentano al meglio quanto appena scritto: partenze martellanti, tecniche e ben sostenute, si aprono a refrain quasi ‘orchestrali’, più puliti fino alla scarica finale; il tutto circondato da una linea melodica ben definita e strutturata. Ma il meglio termina qui. Il resto è un susseguirsi di ‘copia/incolla’ dove, malgrado alcuni tentativi di variazione di ritmo (“To The Dark Side Of The Sun”) o di stacchi strumentali come”Memories Turns To Ashes”, tutto risulta già sentito, tanto che difficilmente si riesce a distinguere, oltre che a memorizzare, un brano dall’altro. Quarantotto minuti di album che potrebbero essere racchiusi in un unico pezzo, ben fatto e con tutti i crismi del caso, ma che purtroppo pecca di sovrabbondante linearità, dando così poco spazio all’inventiva.

TRACKLIST

  1. Inhale
  2. The Will To Stand Up
  3. The Crimson Rider
  4. Despise Your Heroes
  5. To The Dark Side Of The Sun
  6. Just Passing Through
  7. Memories Turns To Ashes
  8. My Last Words
  9. Stare At My Reflection
  10. Serpent's Curse
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