6.5
- Band: NO USE FOR A NAME
- Durata: 00:35:17
- Disponibile dal: 15/09/2005
- Etichetta:
- Fat Wreck
- Distributore: Venus
Altro capitolo nella saga discografica dei No Use For A Name, nessuna novità sostanziale (poca la distanza stilistica che separa questa uscita dall’ultimo passo “Hard rock bottom”), ma tutto sommato nessuno si aspetta dal gruppo una netta evoluzione: stile e metriche ricalcano i lavori precedenti, e, forse anche per la particolare timbrica di Tony Sly, il risultato finale risulta inconfondibile. Si continua sulla scia delle ultime tre pubblicazioni discografiche, alternando ai pezzi tirati, che hanno contraddistinto “Leeche Con Carne” o “Making Friends” e fatto la fortuna del gruppo, pezzi più lenti e riflessivi, come accade da “More Betterness” in poi. Di sicuro questa proposta non verrà considerata un capolavoro ma è lontana dall’essere insufficiente: ci sono canzoni qualitativamente apprezzabili, orecchiabili e nel classico vecchio stile come “For Fiona”, “Killing Time”, “Check For A Pulse”, e d’altro canto esistono pezzi come “Divine Let Down”, che si distingue dagli altri come un pezzo acustico, lento e mieloso, mantre “Falling Is Easier” è un brano solo strumentale, introduzione alla seguente “Apparition”. La cosa che accomunerà la stragrande maggioranza dei fan è l’operato di Tony Sly, i cui testi nella loro semplicità sono sempre molto apprezzati (anche se decisamente emozionali), e la cui voce si riconferma ancora una volta una delle più singolari della scena punk-rock mondiale. Un album in definitiva ben riuscito, ma che sostanzialmente non segnerà la carriera del gruppo.
