NOCTURNUS – The Key

Pubblicato il 01/05/2010 da
voto
9.0
  • Band: NOCTURNUS
  • Durata: 00:44:00
  • Disponibile dal: /08/1990
  • Etichetta: Earache
  • Distributore: Self
Correva l’anno 1990, un anno che a qualcuno, a quasi vent’anni di distanza, provoca ancora vari sussulti. Mike Browning riusciva a raccogliere intorno a sé quattro musicisti allo scopo  di dare la sua personale e opprimente interpretazione del death metal… Un genere che aveva già peraltro sviscerato qualche anno prima con un “certo” Trey Azagthoth, dando insieme a lui alla luce quel “Abominations Of Desolations” sotto il moniker Morbid Angel. Ma dicevamo di Mike Browning, che nei Nocturnus siede dietro le pelli e al contempo urla come un indemoniato dentro un microfono, con quel suo modo soffocato e corrosivo, tecnicamente non perfetto ma terribilmente efficace nel contesto. La sezione ritmica nelle canzoni è supportata da un riffing affilato, veloce e intricato, con urgentissimi assoli a fare da contraltare a momenti di melodia che donano ampio respiro alle canzoni. Ma il vero valore aggiunto in tutto “The Key” è il superbo lavoro svolto da Louis Panzer: le sue tastiere infatti donano al disco quel tocco di oscurità inquietante, riempendo a dismisura il suono rendendolo pregno di sinistra e angosciante malvagità, mettendo in rilievo le melodie chitarristiche che di tanto in tanto affiorano nel caos sonoro. Assolutamente da menzionare  poi le splendide introduzioni alle canzoni che hanno la funzione di afferrare l’ascoltatore per un braccio e accompagnarlo in questi androni angoscianti che ci introducono appunto nelle sinistre atmosfere delle canzoni. “The Key” è composto da tracce che andrebbero citate tutte quante e un amante del genere non può, e non deve  assolutamente,  ignorare capolavori del calibro, ad esempio, di “Lake Of Fire”: una canzone che crediamo abbia una capacità unica di rappresentare l’idea di caos e furia incontrollabile nei suoi cambi di tempo, nei suoi assoli disturbanti, nei suoi suoni plastici, nelle sue urla opprimenti, nei suoi effetti sonori inquietanti. Poi c’è “Standing In Blood”, con questo attacco frontale che probabilmente useremmo a titolo di esempio se qualcuno ci chiedesse di spiegare il genere death metal in pochi secondi. Altro pezzo imperdibile è “Neolithic”, con le sue ripartenze al cardiopalma e con quel suo intermezzo melodico tastiera/chitarre che rimane incollato alla mente dell’ascoltatore come vermi ad una carcassa. “Before Christ/After Death”, con il suo lento ipnotico incedere e con i suoi assoli sinistri, trascina l’ascoltatore in una dimensione paranoica e terribilmente oscura. “Droid Sector”, oltre ad avere probabilmente una delle introduzioni più ipnotiche che chi scrive abbia mai sentito, ha il potere di lasciare l’ascoltatore nel bel mezzo di un terremoto sonoro fatto di serratissime ritmiche, assoli frenetici e voci filtrate a togliere quel briciolo di umanità che il suono aveva. “The Key”, nel suo genere, è un capolavoro senza nessuna ombra di dubbio: stiamo parlando di un disco fondativo e fondamentale, ed è un vero peccato che a molti “sedicenti” amanti di death metal il nome Nocturnus non dica molto. Comunque si fa sempre in tempo a recuperare, un tale eterno e basilare pezzo di storia non può e non deve assolutamente passare inosservato!

TRACKLIST

  1. Lake of Fire
  2. Standing in Blood
  3. Visions from Beyond the Grave
  4. Neolithic
  5. Before Christ / after Death
  6. Andromeda Strain
  7. Droid Sector
  8. Destroying the Manger
  9. Empire of the Sands
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