8.0
- Band: NOIRSUAIRE
- Durata: 00:35:44
- Disponibile dal: 26/12/2025
- Etichetta:
- Osmose Productions
Spotify:
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Gli appassionati del black metal europeo ‘a tutto tondo’ (soprattutto quelli con qualche annetto di militanza sul groppone) hanno senza dubbio familiarità con ‘Les Légions Noires’ (l’oscura scena nata in Francia agli inizi degli anni Novanta con l’intento di dare una risposta autoctona al dilagare del ‘Black Metal Innner Circle’ che imperversava nella lontana Norvegia), così come con altre entità transalpine nate nel corso di quella gloriosa decade come Osculum Infame, Belenos e Seigneur Voland.
A celebrare e rinverdire i fasti di quell’epoca leggendaria, ecco giungere da quelle medesime lande i Noirsuaire, agguerrita one-man band (capitanata dal misterioso tuttofare N) concepita col preciso e dichiarato intento di riportare in auge lo spirito e le suggestioni di allora.
Fondati nel 2022, i Nostri giungono a questo full-length di debutto, il qui presente “The Dragging Poison”, dopo aver dato alle stampe una notevole quantità di demo, singoli ed EP (di questi ultimi, ben cinque nel corso del solo 2024), forti di un sound decisamente solido e ben definito, che pesca a piene mani dalla scuola storica francese senza però disdegnare puntate in terra scandinava, con alcuni sentori che richiamano alla mente la gelida ruvidezza dei primi Gorgoroth e l’oscura urgenza dei Marduk ‘pre-Legion’.
Il risultato è un album intenso, feroce e notturno, ma al contempo anche altero e pregno di connotati ritualistici, come da miglior tradizione transalpina. Il fatto che N dichiari di averlo concepito in totale isolamento nella soffitta di un caseggiato sito sui Pirenei francesi dona al tutto un’aura ancora più ‘anni Novanta’ che non guasta affatto, in questo contesto e visti i risultati.
Tali dichiarazioni, infatti, diventano facilmente puerili quando vengono usate per mascherare le falle di una proposta deficitaria, ma diventano passibili di dare al tutto quel quid in più (magari anche un po’ naif e rètro, ma anche di questo si nutriva il black metal, nei suoi anni gloriosi) quando di carne al fuoco ce n’è tanta e di fumo non si vede l’ombra, come accade in questo ottimo “The Dragging Poison”.
Ad aprire le danze, dopo l’evocativa intro “Thousand Throats Thousand Spears”, ci pensa l’intensa “The Trance Of Bedless Bones”, il cui riff di apertura, asciutto, malinconico e fiero, già trasuda ‘Francia’ da ogni nota (aleggia, qui, lo spettro degli Osculum Infame del capolavoro “Dor-Nu-Fauglith”), prima che i Noirsuaire si lancino a rotta di collo in un brano capace di alternare ritmi travolgenti di chiara estrazione scandinava e aperture pregne di oscura epicità, mettendo perfettamente in risalto le due anime di cui si compone la loro tavolozza stilistica e umorale.
Anche nei momenti in cui i brani spingono ancora di più sull’acceleratore, come accade nelle ferocissime “Fogged By The Leaves Of Pestilence” (dedicata alla memoria di Nisse Karlén dei Sacramentum, recentemente scomparso, con la presenza dell’ospite BST alla voce), “The Dragging Poison” (brano dall’impatto semplicemente devastante) e “Enshrouded In Rabid Repugnance”, i Nostri non mancano mai di innervare il tutto con costrutti atmosferici tanto avvolgenti quanto lugubri, sottolineati ed esaltati da un riffing denso e variegato, capace di alternare partiture gelide e scarnificanti ad altre di più ampio respiro.
Fra gli highlight assoluti dell’album è impossibile non citare anche le travolgenti “Possessed By A Malignal Lust” (con le sue linee melodiche tenebrose e insinuanti), “Sworn By Sinister Wisdom” (graziata da frangenti ritualistici e arcani di grande efficacia) e l’autocelebrativa “Noirsuaire” (spettacolare, nelle sue sottotrame crepuscolari e malinconiche), mentre una menzione speciale va fatta per lo splendido quanto quanto sacrale organo di “Interlude-Withering Veins”, suonato dall’ospite Mildrac.
A conti fatti, ci troviamo al cospetto di un album in cui ogni brano meriterebbe di essere segnalato come ‘highlight’, e questo più di ogni altra cosa ci permette di comprendere la cifra stilistica dell’opera: un lavoro che manderà letteralmente in sollucchero gli amanti del black metal anni Novanta, grazie alla sua capacità di unire la ieratica maestosità della scena francese con la pura ferocia di quella scandinava in un connubio che non ammette cali di tensione, anche grazie a ritmi mantenuti costantemente alti lungo l’intero dipanarsi della tracklist. Con questo “The Dragging Poison” i Noirsuaire hanno partorito un’opera prima degna di essere tramandata ai posteri, oltre che meritevole di ritagliarsi un posto fra le migliori uscite di questo 2025 ormai agli sgoccioli.
