NOMAD – Transmigration Of Consciousness

Pubblicato il 30/06/2011 da
voto
6.5
  • Band: NOMAD
  • Durata: 00:40:32
  • Disponibile dal: 21/03/2011
  • Etichetta: Witching Hour
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Raggiunti i quindici anni d’attività, ed arrivati con il qui presente “Transmigration of Consciousness” al sesto album in carriera, non si può certo dire che i polacchi Nomad abbiano raggiunto la notorietà sperata: scarsa promozione, la volontà di suonare un genere estremo – e particolare come quello dei Nomad – mischiata ad po’ di sana sfortuna ha condizionato in maniera determinante la scarsa diffusione del nome della band. Azzeccata e rivelatrice delle coordinate sonore del lavoro la cover dell’album: “Transmigration of Consciousness” con le sue diciassette composizioni – nove delle quali introduzioni – rappresenta un viaggio cosmico da intraprendere senza interruzioni e con la massima concentrazione. Inutile considerare singolarmente le tracce del lavoro: la totalità dei brani, uniti tra di loro senza pause a formare un tutt’uno, si discosta dal classico concetto di strofa-ritornello risultando più inclini a mettere in prima linea l’atmosfera e la singolarità degli episodi. “TOC” nella sua ragionevole durata – quaranta minuti tondi – non offre una grossa varietà sommando una quantità di mid-tempos alternati a qualche sporadica accelerazione che ne allevia la ripetitità: fortuntamente la buona qualità delle composizioni riesce a sopperire alla monotonia di qualche traccia eccessivamente insipida come “Pearl Evil”. Di buona fattura il growl di Bleyzabel Balberith inframezzato in più di un’occasione da qualche parte in scream: la presenza di tastiere e samplers infonde ai brani un’atmosfera sci-fi che fa tornare alla memoria i Nocturnus anche se, parliamoci chiaro, i Nomad non arrivano alla genialità dei loro storici precursori. La buona varietà ritmica offerta dalle chitarre del duo Bilmorgh/Immenus pesa in buona misura sul convincente trittico composto da “The Demons’s Breath”, “Identity With Personification” e “Raised Irony”: il riffing stratificato e la presenza di sovraincisioni dona alle tracce una buona complessità che incide positivamente sulla longevità dell’opera. Pur senza picchi assoluti “TOC” riesce a distinguersi per la sua volontà di uscire da schemi predefiniti risultando una piacevole sorpresa: purtroppo qualche brano meno interessante non permette al lavoro di raggiungere una votazione più lusinghiera. La strada è quella giusta, speriamo solo che la prossima volta sia quella buona.

TRACKLIST

  1. Intro - Are You Ready...
  2. The Demons's Breath
  3. Intro
  4. Dazzling Black
  5. Intro
  6. Identity with Personification
  7. Intro
  8. Pearl Evil
  9. Intro
  10. Abyss of Meditation
  11. Intro
  12. Flames of Tomorrow
  13. Intro
  14. Raised Irony
  15. Intro
  16. Four percent of Hate
  17. Outro
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