NOROTH – Sacrificial Solace

Pubblicato il 08/06/2024 da
voto
7.0
  • Band: NOROTH
  • Durata: 00:22:00
  • Disponibile dal: 07/06/2024
  • Etichetta:
  • Carbonized Records

Di questi tempi, una band di Seattle che incide per Carbonized Records – etichetta gestita da Chad Gailey, batterista di Necrot, Mortuous e Vastum – può significare una sola cosa: death metal truce e profondamente vecchio stampo. E infatti, “Sacrificial Solace”, terza fatica del gruppo statunitense, ci propone un suono ruvido e corposo, il cui più grande catalizzatore d’attenzione e ammirazione è il massiccio suono di chitarra, alfiere di riff che esaltano soprattutto nei momenti più groovy e cadenzati, dai quali emerge un’ignoranza più che genuina. Chiaramente, questo non è un disco vario e dalla strumentazione particolarmente ampia, ma il terzetto è bravo nel cavalcare con grande convinzione quella sottile linea che divide rozzezza gratuita e spontaneità, mettendo insieme una manciata di brani che non si perdono in giri inutili, mettendo in primo piano pochi riff ben assestati, strutture scorrevoli e riferimenti mirati. L’indole sguaiata, di derivazione punk, avvicina non poco i Nostri a gente come primi Undergang e Acephalix, dai quali viene mutuato anche un gusto per il suddetto groove che attecchisce sin dai primi ascolti. Non vi è un pezzo che raggiunga i quattro minuti, ma il ‘bello’ di “Sacrificial Solace” sta proprio in questa sua onesta e appagante essenzialità: invece di avere a che fare con una tracklist poderosa, ma alla lunga ripetitiva o poco digeribile, il disco ci mette nelle condizioni di cogliere immediatamente le solide doti di scrittura e interpretazione del trio, lasciandoci poi eventualmente la voglia di riascoltare certi episodi appena terminata la fruizione, dato che il tutto si esaurisce in poco più di una ventina di minuti.
A livello di struttura, “Sacrificial Solace” è quindi sostanzialmente un album hardcore: immediato, impattante, schietto. La band sa come e cosa scrivere e, soprattutto, sembra possedere un’innata quanto estrema abilità nel tirare fuori break e ‘ganci’ di sicura efficacia, senza mai risultare eccessivamente scontata o prevedibile. A ogni uptempo segue un rallentamento da headbanging che sa mantenere alta l’energia e rilanciare il brano verso un nuovo passaggio a rotta di collo, conducendo a un finale che non sa mai di irrisolto.
I cosiddetti fuoriclasse sono quindi senza dubbio altri, ma i Noroth, con la loro praticità frutto di una lunga e umile gavetta, sanno qui come rivelarsi divertenti, ispirando un’esperienza live che dovrebbe lasciare tramortiti e confermandosi affidabile parte integrante di quella spina dorsale del metal estremo chiamata underground.

TRACKLIST

  1. Black Serpent
  2. Symphony of Decay
  3. Bloodborne
  4. Sacrificial Solace
  5. Pleading Depths
  6. Adorned in Rotting Flesh
  7. Poisoned Ashes
  8. Devoid of Grace
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