NORTHLANE – Alien

Pubblicato il 12/08/2019 da
voto
7.5
  • Band: NORTHLANE
  • Durata: 00:43:22
  • Disponibile dal: 02/08/2019
  • Etichetta: UNFD
  • Distributore:

Ci sono gruppi che trovata la quadra ed intravisto il successo restano fedeli per anni alla propria formula ed altri che, spinti da tormentata urgenza creativa, hanno necessità fisica di rinnovarsi. Gli australiani Northlane hanno trovato il loro seguito con una ricetta personale che mischia metalcore, djent e prog, restando a distanza abissale dai connazionali Parkway Drive o The Amity Affliction ma archiviando comunque riscontri e apprezzamenti in ogni parte del globo. Anche considerando i recenti avvicendamenti in formazione – il cantante Marcus Bridge nel 2014 e Brendon Padjasek (Structures) al basso e backing vocals nel 2018 – nessuno avrebbe potuto immaginare una svolta drastica e spiazzante come quella di “Alien”.
Le accordature sono ribassate all’estremo, digitalizzate e iper-prodotte, tra il nu-metal ed un incubo industrial. I riff sono solo uno dei colori sulla tela, in un quadro che fa largo uso di breakbeat anni ’90 e drum & bass, grazie ai quali nascono facili riferimenti a Prodigy, Pendulum, Aphex Twin ma anche Korn e Linkin Park. Non liquidatelo con semplice retro-futurismo o come nu-metal revival, perchè “Alien” è un approccio inedito, una bestia diversa, un’esplorazione densa e dolorosa che unisce metalcore, progressive metal/djent e musica sintetica. L’attacco frenetico dell’incalzante opener “Details Matter”, la profonda e personale “Bloodline”, il tocco sci-fi di “4D” e le costruzioni elettroniche coi riff oppressivi e djent di “Talking Heads” forzano l’ascoltatore in questo disco anomalo ma ben bilanciato, denso e strutturato ma non privo di parti accessibili. La band spinge sull’acceleratore sperimentando in maniera più estrema con il sound dance/EDM di “Rift” e “Paradigm”, guidato da bassi e clean vocals come indicato dai Bring Me The Horizon di “Amo”, trovando il culmine di contaminazioni nella conclusiva “Sleepless”. I tradizionalisti verranno accontentati dalle influenze Architects di “Freefall” e le reminescenze di Tesseract e Meshuggah di “Jinn”. Ad aggiungere ulteriore profondità sono i testi di Marcus Bridge, che pesca dal proprio passato tormentato vuotando il sacco su conflitti interiori e l’alienazione che ha segnato il suo percorso di crescita, dalla quale il disco prende il titolo.
“Alien” è un viaggio inedito ma familiare che fa sterzare in maniera improvvisa il percorso dei Northlane, un disco su cui è necessario investire del tempo anche solo per combattere aspettative e preconcetti, che va a ridefinire in maniera sostanziale l’identità degli australiani e aprendo una serie di prospettive inattese. In un mondo di proliferante metalcore fotocopia “Alien” è uno Xenomorfo.

TRACKLIST

  1. Details Matter
  2. Bloodline
  3. 4D
  4. Talking Heads
  5. Freefall
  6. Jinn
  7. Eclipse
  8. Rift
  9. Paradigm
  10. Vultures
  11. Sleepless
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