7.5
- Band: NOTHING MORE
- Durata: 01:02:30
- Disponibile dal: 15/09/2017
- Etichetta:
- Eleven Seven Music
- Distributore: Warner Bros
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E due. Dopo aver conquistato le luci della ribalta nel 2014 con l’omonimo esordio su major – arrivato dopo tre album indipendenti passati pressoché inosservati, ed acclamato da pubblico e critica al di là e al di qua dell’Oceano – c’era grande curiosità attorno al comeback dei Nothing More, chiamati a confermarsi senza poter stavolta contare sull’effetto sorpresa. Annunciato con l’ormai consueta campagna su Pledge Music, “The Stories We Tell Ourselves” (sorta di concept sulle autoillusioni, da cui il titolo), si presenta come un lavoro meno diretto rispetto al suo predecessore, al punto da destare qualche perplessità ad un primo ascolto, soprattutto avendo ancora nelle orecchie l’immediatezza di “This Is The Time (Ballast)” o “Mr. MTV”. Tuttavia, proseguendo nella fruizione, diventa difficile resistere al magnetismo del frontman Jonny Hawkins (novello incrocio tra Jared Leto e Brandon Boyd, non solo per la prestanza fisica) e dei suoi compari, capaci di trascinarci in un viaggio interiore in cui anche i numerosi intermezzi (ottimamente recitati dal filosofo inglese Alan Watts) diventano parte integrante della storia. Dalla partenza sparata con “Do You Really Want It”e “Let Them Burn” (una sorta di Limp Bizkit in salsa progressive) fino alla toccante conclusione di “FadeInFadeOut”, il quartetto texano ci accompagna in un saliscendi emotivo capace di titillare le corde dell’anima (“Still In Love”, “Just Say When”) così come di sfibrare le corde vocali (“Go To War”, “Who We Are”, ovvero gli anthem che i 30 Seconds To Mars non sembrano più in grado di scrivere). Il self-titled resta un’incollatura superiore, ma le storie che si e ci raccontano i Nothing More restano tra le cose migliori sentite quest’anno in ambito alternative rock/metal: niente di più, niente di meno.
