voto
7.5
7.5
- Band: NOVEMBERS DOOM
- Durata: 00:45:55
- Disponibile dal: /04/2007
- Etichetta:
- The End Records
- Distributore: Masterpiece
Streaming non ancora disponibile
Da tempo noti in certi ambienti come una sorta di risposta americana a My Dying Bride e primi Anathema, i Novembers Doom, con questo nuovo “The Novella Reservoir”, compiono, almeno a tratti, uno sterzata decisa verso lidi più prettamente death metal. Di certo questa scelta non sorprenderà troppi loro fan, visto che un’anima possente è sempre stata alla base di vari episodi del loro repertorio (proprio come avviene nei capitoli più old school delle band a cui si ispirano da tempo). Insomma, ci preme sottolineare come non si tratti di un cambio radicale, bensì di un indurimento di certe trame che erano da sempre rintracciabili nel sound del gruppo. Per intenderci, i nostri non sono certo diventati i nuovi Deicide: hanno solamente dato più spazio a ritmiche un po’ più sostenute e a riff di matrice death metal, senza però dimenticare le melodie malinconiche e le voci pulite, sempre ben presenti in quasi ogni traccia. Un paragone calzante potrebbe essere individuato nei My Dying Bride degli esordi (appunto), ma anche negli Edge Of Sanity di “Purgatory Afterglow”, poichè in gran parte della tracklist di “The Novella Reservoir” è possibile riscontrare lo stesso mix di vera potenza death metal e di elegante melodia che ha reso celebre quel capolavoro e altri lavori del metal crepuscolare di matrice europea. Inoltre non bisogna certo sottovalutare il fatto che il disco sia stato mixato proprio da Dan Swanö, il leader degli Edge Of Sanity, e che il growl del frontman Paul Kuhr sia spesso praticamente identico a quello di quest’ultimo! Insomma, una evoluzione forse inattesa, ma riuscita e coerente, quella dei Novembers Doom. Peccato per la presenza nella tracklist di un paio di brani un pochino spenti, perlomeno rispetto a quelli che aprono il disco (o a quanto incluso nel precedente “The Pale Haunt Departure”, davvero ottimo), altrimenti la valutazione finale sarebbe stata più alta.
P.S. La città che si vede sullo sfondo nella copertina è molto simile a quella raffigurata sulla copertina di “Materia” dei Novembre! Omaggio o Travis Smith era a corto di idee?
