NOVEMBRE – Materia

Pubblicato il 02/05/2006 da
voto
8.0
  • Band: NOVEMBRE
  • Durata: 01:08:00
  • Disponibile dal: 24/04/2006
  • Etichetta: Peaceville
  • Distributore: Halidon

“Materia”, nuovo, attesissimo album dei Novembre. Ben cinque anni son passati dal capolavoro assoluto “Novembrine Waltz” e quattro dall’ultimo vagito musicale del terzetto romano, ovvero “Dreams D’Azur”, l’ottima ri-registrazione del debutto “Wish I Could Dream It Again…”, ma la magia che Carmelo, Giuseppe e Massimiliano sanno infondere nelle loro composizioni non si è affatto affievolita. Partendo dal titolo, assolutamente antitetico a quanto il progetto Novembre va presentando fin dalla sua nascita, ovvero sonorità oniriche, eteree, trascinanti l’animo in mondi rarefatti di favole smarrite, il disco si presenta subito diverso dal suo illustre predecessore: “Materia” è decisamente complesso e ben poco immediato, necessitante di più e più ascolti per essere apprezzato a fondo e compreso appieno; innanzitutto, il primo aspetto che salta all’orecchio è la prestazione vocale di Carmelo Orlando, quasi totalmente scevra di parti in growl – se si escludono brevi interventi in tre-quattro pezzi – ed improntata su linee vocali sognanti e ipnotiche come non mai, davvero le migliori mai concepite dal singer. E difatti, se ci si limita ai primi due-tre passaggi, le parti strumentali che restano impresse in mente al termine dell’ascolto sono realmente minime: pochi riff d’effetto, arpeggi tutto sommato piuttosto nella media, un drumming personale ma totalmente al servizio del pezzo, così come il basso del session Fabio Fraschini. Insomma, un gradito coacervo di emozioni, ma per chi per caso stesse aspettando le palpitazioni che brani quali “Conservatory Resonance”, “Flower” o “Everasia” riescono ancora oggi a dare, si può ben dire che “Materia” si riveli al di sotto delle aspettative. Ma tutto ciò – come dicevamo – se ci si ferma al terzo ascolto. Proseguiamo un po’, quindi… Ed ecco la magica luccicanza riapparire di nuovo!! “Geppetto”, “Verne”, “Nothijngrad”, “Aquamarine” recuperano le sonorità difficili di “Arte Novecento”, le mischiano con la natura malinconica, crepuscolare e commovente di “Novembrine Waltz”, e le trasformano in fiabe pittoriche di rara intensità, a cavallo tra il bambinesco essere che sogna in tutti noi e la disillusione propinataci dalla realtà di una vita che sempre più spesso, crescendo, ci è ostile: esattamente come la figura del bimbo di copertina, volta ad osservare, oltre il mare, la nascita di una megalopoli futuristica (Nothijngrad?); ed esattamente come Travis Smith, nei suoi dipinti all’interno del booklet, accompagna il bimbo nell’età adulta e nella vecchiaia, così l’ascoltatore, durante le toccanti note di “Materia”, si troverà a riflettere su passato, presente e futuro, cercando appiglio a qualcosa di sostanzioso, materiale, che però non c’è e sfugge inesorabile dalle mani come aria vuota. Qualche brano che non convince del tutto, comunque, persiste anche dopo parecchio tempo e track quali “Reason” e “Croma” abbassano un po’ il valore complessivo del platter, senza però scalfirne le migliori peculiarità, fra le quali è da segnalare l’abbondante uso dell’italiano da parte di Carmelo, in grado di creare, a differenza dell’inglese, struggenti momenti di dolce poesia, come ad esempio nella seconda parte di “Verne” oppure nella prima metà di “Geppetto”. Pochi attimi di aggressione (“Comedia”), la cover di “The Promise” degli Arcadia ed il lato tecnico-produttivo da elogiare, completano le pennellate di questo arazzo, perla da scoprire pian piano, dopo aver eliminato tutta la sabbia dall’interno dell’ostrica. Non memorabile, ma un altro tassello che pone i Novembre al vertice del metallo atmosferico mondiale. Come clown tristi di un circo fantasma.

“Andiam sopra ad aspettar,
senti il circo arrivare?
Tutti sopra per giocar
per la mano, e poi volare”

TRACKLIST

  1. Verne
  2. Memoria Stoica / Vetro
  3. Reason
  4. Aquamarine
  5. Jules
  6. Geppetto
  7. Comedia
  8. The Promise
  9. Materia
  10. Croma
  11. Nothijngrad
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