NUMENOREAN – Home

Pubblicato il 05/08/2016 da
voto
7.0
  • Band: NUMENOREAN
  • Durata: 43:57
  • Disponibile dal: 22/07/16
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

“Home” è l’album di esordio del progetto post-black metal capitanato dai fratelli Lemley. La band canadese prende in prestito il proprio nome dall’immaginario fantasy creato da Tolkien (i ‘Numenoreani neri’ sono quella parte di popolazione che venne corrotta dal male e appoggiò il malvagio Sauron contro gli elfi, attirata dalla promessa di ottenere l’immortalità). Scelta del moniker a parte il gruppo non manifesta alcun legame – tematico o sonoro – con le opere del Professore: il nome Numenorean è in questo caso espressione del concetto di corruttibilità dell’animo umano, spesso avido ed irriconoscente oltre che irrispettoso dell’ambiente che lo ospita, un concetto che è parzialmente anche alla base di “Home”. Andando maggiormente nel dettaglio, il disco è un concept sull’esistenza, che attraverserebbe cinque stadi: la nascita quali creature innocenti, la ricerca del senso della propria vita, lo scoramento e il conseguente autolesionismo e infine l’accettazione di ciò che si è diventati e della morte. Musicalmente parlando, la percezione della ciclicità espressa nei testi non è affatto immediata. Nella title track, posta in apertura, echi di lamenti disperati lasciano subito il posto ad ad arpeggi di chitarra pulita: il brano cresce progressivamente di intensità ed è probabilmente quello in cui le influenze emocore anni 90 e post-hardcore sono più tangibili. Nonostante questo la matrice black metal è forte in tutto il disco – Wolves In The Throne Room e Agalloch i riferimenti più calzanti – e si avverte una cifra espressiva vicina al depressive, che contrasta con la solarità di certe melodie e differenzia i Numenorean dal gruppo di punta del post-black/shoegaze, i Deafheaven. Al centro del disco troviamo la strumentale “Shoreless”, poco più di tre minuti di pura atmosfera. Le due tracce in chiusura non si discostano dalla prima parte dell’album, ma la lunga e articolata “Laid Down”, la traccia conclusiva e più black metal oriented, è sicuramente la più riuscita del disco. Da un punto di vista tecnico un plauso particolare va alla voce, versatile ed espressiva, ed al drumming vario ed interessante. Un ultimo cenno alla scelta, decisamente controversa, dell’artwork: il messaggio dei Numenorean è profondo e articolato, anche se certamente non nuovo né rivoluzionario, per cui è da escludere la ricerca dell’effetto puramente provocatorio; resta il fatto che lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenere utilizzando un’opera d’arte o un’immagine creata ad hoc, anziché andare a pescare tra le foto di una tragedia famigliare. Bisogna riconoscere però che questa scelta (pur deprecabile) ha in sé il merito di far pensare l’ascoltatore e stimolare una riflessione, e non è cosa da poco. Peccato solo aver scelto un tema così forte e questo modo di affrontarlo quando ancora il songwriting è un po‘ acerbo e la capacità espressiva necessita ancora di maturare: “Home” è un buon disco, che cresce con gli ascolti e credo sia capace di vincere anche le resistenze di chi – come la sottoscritta – non ama particolarmente le melodie calde e solari e rabbrividisce alla sola idea di cenni emotional hardcore nel black metal.

TRACKLIST

  1. 1. Home
  2. 2. Thirst
  3. 3. Shoreless
  4. 4. Devour
  5. 5. Laid Down
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