7.0
- Band: NUNSLAUGHTER
- Durata: 00:34:11
- Disponibile dal: 26/06/2026
- Etichetta:
- BLK II BLK
“We condemn christian liar“. La blasfema liturgia di Don Of The Dead e i suoi Nunslaughter giunge al suo ennesimo capitolo. A quanto siamo arrivati? Difficile tenere il conto: tra demo, EP, full-length, split, live e compilation, il numero si aggira intorno ai duecentocinquanta. Tanti? Troppi? Poco importa, il devil metal della band americana non conosce tregua ed ancora una volta ha deciso di prendere a sassate le nostre orecchie con un nuovo assalto all’arma bianca.
Sono trentaquattro i minuti del qui presente “Satanic Chaos Legion” e, come recita il copione del combo di Cleveland, ognuno di essi sprigiona violenza sonora e lirica. L’attacco alla cristianità, punto fisso dei testi scaturiti dalla mente dello stesso Don The Dead (aiutato per l’occasione dal chitarrista Tormentor), assume per l’occasione la doppia veste di ribellione e catarsi. Da una parte il rifiuto verso certi dogmi, impartiti con ipocrisia e perbenismo (“Peukharist” e “Unsecrement”), dall’altra la possibilità di liberarsi dal mondo religioso intriso di obblighi e false credenze (“Jesus Fucking Dies”).
Certo, leggendo i titoli dei vari pezzi, guardando inoltre alcuni video a corredo dei singoli già pubblicati (“Rotten Messiah”) sorge spontanea la domanda su quanto siano ancora valide o rilevanti oggi certe invettive, con il loro carico di eccessi visivi e, appunto, testuali; è ben noto tuttavia l’impatto commercialistico-bigotto che imperversa nei vari network americani dove i telepredicatori alla Kenneth Copeland sono ormai considerati dei veri e propri paladini dai fedeli di turno. Ed è soprattutto contro questa forma di indottrinamento catodico che il nostro Don Of The Dead si scaglia con tutta la sua selvaggia sfacciataggine; cosi da ormai trentanove anni.
Dal punto di vista musicale, “Satanic Chaos Legion” segue di pari passo la formula più consona e preferita dei Nunslaughter: riff d’impatto, di facile memorizzazione, ritmiche che non vengono mai esasperate, giocando sugli immediati midtempo, seguendo quella strategia madre di stampo slayeriano che fece la fortuna di album come “Reign In Blood” e “Season In The Abyss”. Anche questa volta, ricollegandosi alle sue radici punk/death/thrash, la band statunitense non si sposta di mezzo centimetro dall’alchimia old-school, favorendo lancinanti attacchi grezzi e senza il benché minimo assolo che possa in qualche modo allentare la tensione. Urto odioso e frontale che assume ulteriore volume grazie ad una produzione a suo modo più corposa, piena, che arrotonda ulteriormente l’avanzata della legione satanica.
Prendendo come punto di riferimento proprio “Peukharist”, posto guardacaso a metà del disco, la prima parte di “Satanic Chaos Legion” si fa preferire con un tasso di maggiore varietà, mescolando schegge indiavolate (“Jesus Fucking Dies” e “Rotten Messiah”) a episodi (esageriamo anche noi) più ‘ragionati’ (“Unsacrement” e la più volte menzionata “Peukharist”). Il risultato complessivo è dunque più che decoroso e ci ripresenta un Don Of The Dead che non ha la minima intenzione di tirare il freno a mano del suo metal maligno, all’insegna del suo oltranzismo underground becero e sacrilego. In questo senso, i Nunslaughter sono da sempre una sicurezza.
