NYC SMOKE – For the Posers

Pubblicato il 02/11/2004 da
voto
7.0
  • Band: NYC SMOKE
  • Durata: 00:46:03
  • Disponibile dal: 01/03/2004
  • Etichetta:
  • Smoke Recordings
  • Distributore: Venus

Dietro l’enigmatico moniker – che fa pensare subito, ed erroneamente, ad una posse di rapper – si cela la terza incarnazione musicale del poliedrico talento dell’Upper East Side di Manhattan Howie Statland. Pur essendo ancora piuttosto giovane, il cantante e chitarrista newyorkese ha infatti alle spalle già due progetti, peraltro paralleli: i Thin Lizard Dawn, rock-pop band con cui ha iniziato a suonare, nel giro dei localini underground della sua città natale, e coi quali ha inciso ben cinque dischi sotto l’importante etichetta RCA, e i Low Flame, progetto indie lo-fi, che gli è valso l’attenzione della critica e l’interesse da parte di illustri personaggi dell’ambiente culturale mondiale, quale il famoso musicista Philip Glass, con cui ha collaborato in occasione di alcune colonne sonore. Low Flame, fra l’altro, non è solo una band musicale, ma anche il nome di una compagnia d’arte multimediale, nonché piccola casa di produzione tramite la quale Statland ha prodotto alcuni film del circuito cosidetto “indipendente”, fra l’altro talvolta persino come regista ed attore. Statland è anche ben noto nell’ambiente della produzione musicale americana per quanto riguarda il rock indie e alle sue spalle troviamo le stesse strutture discografiche che si occupano di Eddie Vedder (Pearl Jam), di Billy Corgan (Smashing Pumpkins), personaggi che a loro modo portano avanti un discorso non solo prettamente musicale, ma creativo nel un senso più ampio del termine. “For The Posers” è frutto della sua produzione al 100%, e i musicisti che ha radunato sotto il nome di NYC Smoke, peraltro tutti piuttosto validi tecnicamente (Tom Condon al basso, Danny MacKane alla chitarra e Scott Lipps alla batteria), sono poco più che veri e propri sessionmen. Il rock leggero ma di impatto e ben suonato dei NYC Smoke mantiene un ottimo livello per tutti i dieci pezzi che costituiscono il platter, ed una varietà di ritmi e di stile che non fanno mai diventare noioso l’ascolto, ma anzi fanno crescere l’interesse per un prodotto ancora più apprezzabile sulle lunghe distanze. In “Empire of Doubt”, ad esempio,  basso e batteria la fanno da padroni, mentre la bellissima “The Letter” è caratterizzata dalla chitarra ritmica (in mano proprio a Statland) che col suo crea una base liscia ed avvolgente senza scadere mai nel ruffiano. Ma lo strumento più “forte” e caratterizzante di tutto l’album è indiscutibilmente l’interessante voce di Statland: roca e grintosa, ma calda  e profonda al punto giusto, con richiami, certamente non voluti ma naturali, ai migliori Cobain e Vedder. I testi, intrisi di ironico cinismo ma nel contempo di volontà di riaffermazione, parlano sempre del difficile mondo della “low-life”, della parte più vera della New York “difficile” che ha svezzato Statland e prima di lui personaggi storici e forti come, su tutti, Lou Reed (suo chiaro ispiratore sotto vari punti di vista) e sono sempre scritti con stile semplice e diretto, così come le melodie. E’ forse proprio questa la formula vincente della creatività di Statland e dei suoi NYC Smoke: immediatezza e capacità di far riflettere e meditare pur nel frattempo regalando melodie che emozionano e fanno sfogare.

TRACKLIST

  1. Balance
  2. Harbor
  3. Lies
  4. The Letter
  5. Empire Of Doubt (Wine And Roses)
  6. The Fallout
  7. Euthanasia
  8. Bigger
  9. Halo Man
  10. Lullabye
  11. Pick & Choose
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