7.0
- Band: NYKTOPHOBIA
- Durata: 00:38:46
- Disponibile dal: 05/07/2024
Si rivedono e risentono i germanici Nyktophobia, quintetto del Nord Reno-Westfalia già in passato presente sui nostri schermi. Dopo un silenzio durato quattro anni e la ripresa delle attività post-pandemiche, i melodic death metaller pongono sul mercato il nuovo “To The Stars”, quarto disco, anche stavolta autoprodotto, sulla lunga distanza, lavoro che conferma tranquillamente lo status del gruppo nella scena di genere e che, allo stesso tempo, presenta qualche modifica al canovaccio più che solido proposto abitualmente da Michael Tybussek e compari.
Se infatti i precedenti tre album dei Nyktophobia avevano ripetuto pedissequamente una formula decisamente scolastica di melodic death metal contornato da feroci e lancinanti pennellate melodic black metal ed un gusto per la narrazione epica e roboante molto marcato, in “To The Stars” queste peculiarità vengono lievemente smussate in favore di un songwriting più vario, sognante e ‘riflessivo’… ‘maturo’, se dovessimo utilizzare un solo termine. Attenzione, non che i ragazzi abbiano stravolto il loro sound, sempre di metal estremo e parossistico si tratta, ma rispetto ai vari “Fallen Empire” (2017), “Fate Of Atlantis” (2018) e “What Lasts Forever” (2020), i Nyktophobia paiono essersi accorti che riproporre stolidamente le identiche soluzioni per quattro volte di fila sarebbe parso un po’ esagerato.
Ben vengano allora gli inserti di tastiera – bello il breve brano iniziale “The Gateway”, vagamente ispirato all’introduzione pianistica di “FreeCard” dei Dark Tranquillity – le pause più pacate all’interno della tracklist e qualche episodio più lento e cadenzato, un po’ à la Hypocrisy, che va a spezzare la furia ipermelodica che imbeve, a mo’ di stroncante emorragia arteriosa, tutto il resto delle creazioni musicali targate Nyktophobia. Migliorano, per pure ragioni tecniche e di esperienza, anche le prestazioni singole agli strumenti e quella del polacco Tomasz Wisniewski, boss della Apostasy Records, al microfono. Da segnalare l’abbandono, al termine delle registrazioni di quest’ultima opera, del fido batterista Christian Timmer, già prontamente sostituito con l’attuale drummer dei Pestilence, l’olandese Michiel Van Der Plicht.
La compattezza di “To The Stars” è certificata dalla buona riuscita di tutte le tracce, nessuna esclusa, vera manna dal cielo per chi cerca, nel metal estremo ma orecchiabile, dosi di melodia a pacchi, promulgate da uno strabordante riffing in tremolo-picking oppure sempre con un tono di riguardo alla grandeur dell’atmosfera che permea, a livello generale, ogni minuto del disco: potremmo citarvi uno a uno i brani senza doverci sprecare troppo in minuziose descrizioni, è chiaro che – pregio o difetto – una volta ascoltata una canzone dei Nyktophobia, le avrete ascoltate tutte; i nostri pezzi preferiti però risultano essere “Progenitor” (gran motivo introduttivo condotto da pianoforte e orchestrazioni), “Charon Gate” e soprattutto quella bordata fotonica rispondente al nome di “Behind The Stars Exists No Light”.
Disco dunque piacevole per una manciata di ascolti in relax e senza troppo impegno mentale, particolarmente adatto ai vecchi fan di primi In Flames, Dissection, Hypocrisy, Night In Gales e tutta quella parte di metalcore tedesco che si rifà molto al movimento death scandinavo dei Nineties.
