NYRST – Orsök

Pubblicato il 26/04/2020 da
voto
7.5
  • Band: NYRST
  • Durata: 00:41:54
  • Disponibile dal: 24/04/2020
  • Etichetta: Dark Essence Records
  • Distributore: Audioglobe

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La generosa fonte del black metal ‘made in Iceland’ continua a sgorgare copiosa, a giudicare dalle uscite che continuiamo a vedere e dalla qualità delle stesse. Nel caso dei Nyrst, poi, siamo di fronte a un debut album da parte di musicisti senza esperienze particolarmente significative alle spalle, il che fa supporre che la materia continui ad essere oggetto di sviluppo e di interesse anche da parte delle nuove leve nel paese. E se la qualità è quella di questo “Orsök” va davvero benissimo a tutti. Il black degli islandesi è di ottima fattura, e di quelle caratteristiche della loro terra natia sembrano aver raccolto in particolare una fredda sacralità: sono intenti tracciare i confini di infiniti ghiacciai, i Nyrst, attraverso la costruzione di un’atmosfera malinconica ma abbastanza distaccata da apparire spietata, su note che vanno dritte al sodo con un black metal classicamente anni ’90. Il riffing è vecchia scuola nelle migliori accezioni, e va segnalato anche un esaltante approccio alle parti vocali, potenti e usate con grande perizia scenica: ora un furioso screaming, mantenuto in alcuni punti ad un volume più basso del solito, come a voler comunicare tra i fiocchi di neve di una tormenta, ora delle interessanti variazioni, urla disperate, deviazioni liriche tese ad aumentare la drammaticità delle scene descritte.
I sei pezzi portano con loro una certa tristezza, che non emerge da parti costruite appositamente, bensì dalla forte capacità espressiva di certi passaggi che pur all’insegna di una violenza estrema riescono a suggerire una sorta di impalpabile disillusione (ne sia un esempio la titletrack e la tensione da essa generata, o la conclusiva “Turnar í Fjarska”, col suo corposo marciare), e ascolto dopo ascolto si mettono insieme dei pezzi che vanno a comporre un mortifero letto nero. Non c’è davvero un attimo di tregua, in “Orsök”, se non in una manciata di secondi sparsi ogni tanto, e anche l’interlocutoria “Athöfn”, alla fine nulla più che un minuto di effetti che in un altro disco avrebbero soltanto allungato un po’ il minutaggio, riesce trasmettere perfettamente un angosciante senso di algido spaesamento.
Un debutto entusiasmante, e secondo noi varrà la pena seguire le evoluzioni di questi ragazzi per vedere se sapranno in futuro mantenere questi livelli. Intanto, ottimo lavoro.

TRACKLIST

  1. Æðri verur
  2. Orsök
  3. Nástirni
  4. Athöfn
  5. Hvísl hinna holdlausu
  6. Turnar í fjarska
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