O – Antropocene

Pubblicato il 28/04/2020 da
voto
8.0
  • Band: O
  • Durata: 00:41:40
  • Disponibile dal: 01/04/2020
  • Etichetta:
  • Distributore:

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Il progetto O arriva finalmente all’appuntamento con un nuovo album dopo avere animato una porzione importante del panorama underground italiano dell’ultimo decennio. La fusione di orizzonti che tiene insieme il collettivo piemontese confeziona un’altra prova basata su una narrazione solida fatta di soluzioni ormai codificate e colpi di scena ben assestati. Un concept avvolgente, che mette in mostra una attenta ricerca sonora e una rinnovata esplorazione delle potenzialità della commistione tra elementi black e post-metal e i loro tipici paesaggi sonori; paesaggi nei quali anche il silenzio gioca un suo ruolo. I ragazzi hanno le idee chiare e si ripresentano ostinati e tenaci con un disco, “Antropocene”, che sembra leggere la nostra realtà e respingerla con foga. Seguiamo la band da tempo ed è evidente il percorso di maturazione che essa ha intrapreso: non abbiamo quasi più i pezzi scarni e feroci degli esordi, quasi incompiuti nel loro sperimentalismo mutante fra suoni black metal e un’attitudine hardcore/grind. Con il passare del tempo, le composizioni e le invettive trattenute dai denti e poi sputate con veemenza sono divenute sempre più dense e caliginose, raggiungendo una portata più drammatica e tragica. Il suono si è fatto più pesante, dissonante e metallico e ha iniziato a procedere inesorabile, lacerante, denso di una gravità plumbea e di energia a volte ingabbiata.
Il progetto interviene con un’enfasi recitativa ormai fortissima e si accosta all’immaginario di The Secret e dei migliori Celeste, con in più le succitate dissonanze e delle soluzioni sghembe che affiorano lentamente da plumbee lontananze per accrescere la tensione con il passare dei minuti.
Una marcia sonora che incalza metodica, ma che non trascura la melodia nei momenti chiave, utilizzandola con precisione quasi matematica per evitare che la proposta si faccia troppo ermetica e monotona. La narrativa è importante in un disco come “Antropocene”: la propulsione è sulfurea, ma le tracce risultano ben caratterizzate, soprattutto all’altezza di episodi colmi di sfumature timbriche come “イゾウ (IZŌ)” o “Nebbia”. Dopo cinque anni di attesa, il gruppo ci mette insomma davanti a quella che potremmo definire la sua prova più completa e risoluta. Un disco ideale per annerire ulteriormente questa funesta primavera 2020.

TRACKLIST

  1. イゾウ (IZŌ)
  2. Mare MortO
  3. C.
  4. Escluso
  5. Nebbia
  6. Fine
  7. Ira
  8. Crepa
  9. Era
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