OATHBREAKER – Rheia

Pubblicato il 04/10/2016 da
voto
8.0
  • Band: OATHBREAKER
  • Durata: 01:04:00
  • Disponibile dal: 09/30/2016
  • Etichetta: Deathwish Inc.
  • Distributore:

Con “Rheia” gli Oathbreaker fanno davvero sul serio. Addio agli eccessi, alle partiture anarchiche e alle brevi e sfrenate cavalcate hardcore-metal in stile Converge che sempre hanno aleggiato sulle passate produzioni del quartetto belga. “Rheia” sviscera l’anima più intimista dei ragazzi di Ghent, trascendendo in una sorta di flusso di coscienza incentrato su nevrosi metropolitane e sconvolgimenti personali. Il tutto viene plasmato con una sorta di metal atmosferico venato di “post” e scaglie black; un suono che spesso si fa avanti in punta di piedi, fino a sfociare in strutture più articolate in cui, con una fluidità straordinaria, si viene continuamente scaraventati da esplosioni di rabbia a strofe appena sussurrate, prese debolmente per mano da una chitarra appena percettibile. L’esperimento di “The Abyss Looks Into Me”, lungo brano posto nel mezzo del precedente “Eros|Anteros”, viene qui ripreso e sviluppato da una band evidentemente ben più esperta e conscia dei propri mezzi. Caro Tanghe, in particolare, è l’assoluta rivelazione del disco: non più una semplice urlatrice, ma una vera e propria cantante, la frontgirl si rende protagonista di una prova maiuscola sia in termini di varietà che di espressività; il pulito non è più un raro capriccio o un timido tentativo di allargare il proprio raggio d’azione, bensì uno dei pilastri su cui gli Oathbreaker costruiscono le loro trame. In questo senso, “Rheia” è un ottimo esempio di come si possano utilizzare voci pulite/femminili in maniera moderna e intelligente, tenendosi sempre a debita distanza da ridicoli atteggiamenti da “femme fatale” o da soluzioni obsolete in stile “Bella e la Bestia”. Nel corso dell’ascolto Amenra, Marriages e Altar of Plagues possono venire alla mente ogni tanto, ma la personalità degli Oathbreaker questa volta riesce sempre a prevalere, proprio perchè la band segue la propria cantante con innata fiducia, affidandole il ruolo di leader e di perno della proposta. Spetta alla Tanghe il compito di dettare registri e atmosfere, di fare il bello e il cattivo tempo; il risultato è una tracklist dinamica e densissima di significati. Al suo interno non troviamo alcuna hit da circle pit immediato, ma 10 tracce sinuose che, sciorinate una dietro l’altra, sanno toccare picchi emozionali altissimi. C’è la consistenza che a tratti mancò ad “Eros|Anteros”, unita ad una credibilità costruita in dozzine di concerti in tutto il mondo; soprattutto, però, troviamo una voglia di osare vera, quella che ti porta a piazzare una sorta di ninna nanna su un blast beat con la nonchalance dei grandi. Con brani come “Second Son of R.” o “Immortals” gli Oathbreaker smettono definitivamente i panni di outsider, diventando uno dei maggiori punti di riferimento nel panorama “post” metal mondiale.

TRACKLIST

  1. 10:56
  2. Second Son of R.
  3. Being Able to Feel Nothing
  4. Stay Here / Accroche-Moi
  5. Needles In Your Skin
  6. Immortals
  7. I'm Sorry, This Is
  8. Where I Live
  9. Where I Leave
  10. Begeerte
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