7.0
- Band: OBEY THE BRAVE
- Durata: 00.35.17
- Disponibile dal: 15/09/2014
- Etichetta:
- Epitaph
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Alex Erian, dopo il giro di reunion estivo coi re del deathcore Despised Icon, è tornato a masticare hardcore coi suoi Obey The Brave. “Not trying to re-invent the wheel, we keep it simple, we keep it clean” era lo slogan del debutto, e “Salvation” un paio di anni dopo non cambia le carte in tavola: solite ritmiche rampanti, riff tosti, gang vocals e breakdown a contorno di liriche ‘motivational’ rubate dal quaderno di Jamey Jasta. Per non fare la fotocopia del debutto i canadesi infilano melodie vocali nella ricetta, andando ad assomigliare in qualche modo ai veterani della scena e aggiungendo un briciolo di varietà. 12 tracce dove tutto sta dove deve stare e dove tutto funziona a meraviglia, dalle chitarre dal gusto punk di “Into The Storm” e “I Am Winter” all’arroganza di “North Strong” ai pugni al vento di “Short Fuse”. Erian e soci mostrano una consapevolezza totale che fa raggiungere tutti gli obiettivi preposti tirando dritto a testa bassa, e un’intenzionalità che non possiamo che rispettare. Ridicolo accusarli di essere ‘fake’ o ‘venduti’, come ha detto recentemente Mitts dei Madball “nessuno fa i soldi con questo tipo di musica”, soprattutto quando si rischia il collo macinando chilometri su un van puzzolente a margine ridottissimo. Gli Obey The Brave non puntano al trono, non sono un’esperienza inedita e non vi sconvolgeranno la vita, ma fanno il loro sporco lavoro e lo fanno bene. Avanti così.
