7.0
- Band: OBLITERATION
- Durata: 00:34:21
- Disponibile dal: /07/2007
- Etichetta:
- Peaceville
- Distributore: Halidon
Per i norvegesi Obliteration, il death metal ha cessato di evolversi a fine anni Ottanta. Il gruppo, che è stato scoperto da Fenriz dei Darkthrone, ci offre infatti dieci pezzi di death metal primordiale ispirato a primissimi Death, Autopsy, Master, Possessed e a quelle thrash metal band che gettarono le basi per la nascita dell’intero movimento death, ovvero Slayer, Dark Angel e Kreator. Assolutamente nulla di questo disco prova a spingersi oltre la soglia del periodo 1988-1990, a partire dallo stile dei riff sino ad arrivare alla sguaiatissima interpretazione vocale e alla produzione, potente ma volutamente grezza e asfissiante. In alcune tracce ci sono persino delle sezioni rallentate che puzzano di Black Sabbath lontano un miglio… sottolineiamo questo tanto per farvi capire meglio come agli Obliteration importi davvero poco di risultare freschi e al passo coi tempi. Il loro sound altro non è che un omaggio a tutte quelle formazioni che due decadi fa si cimentarono per prime con questo tipo di sonorità… nè più, nè meno. Un omaggio peraltro piuttosto ben confezionato, che in diversi momenti si rivela alfiere di un buon songwriting, efficace e divertente al punto giusto grazie a dei riff molto ispirati. A dispetto di quanto si potrebbe inizialmente pensare, la tracklist inoltre non è nemmeno così poco curata e monotematica: ci sono brani tiratissimi, altri più thrasheggianti, una strumentale e un paio di midtempo da headbanging che danno un po’ di respiro al lavoro. Insomma, niente finezze, ma tanta sostanza. “Perpetual Decay” di sicuro non sorprenderà coloro che sono soliti cibarsi di old school death metal, ma probabilmente riuscirà comunque a strappare a questi ultimi molti ascolti.
