OBLIVION GATE – Wisdom Of The Grave

Pubblicato il 23/04/2020 da
voto
6.5
  • Band: OBLIVION GATE
  • Durata: 00:45:02
  • Disponibile dal: 16/04/2020
  • Etichetta:
  • ATMF

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Personaggio d’indole sfaccettata e istintivamente portato a scrivere quanta più musica possibile, nel minor lasso di tempo le capacità umane consentano, Matron Thorn nel 2019 ha partorito l’ennesimo progetto. Muovendosi in solitaria, ha dato vita agli Oblivion Gate, ennesima figliazione del suo animo tormentato, volto in questo caso a una personale rivisitazione di sonorità gotiche, malinconiche, decadenti. Un primo anno di attività conclusosi con la pubblicazione di due EP, “Voidbound” e “Wisdom Of The Grave”. Quest’ultimo esce ora in formato di album, con l’aggiunta di altre due tracce alla tracklist originaria, per ATMF, portandosi dietro, almeno per chi scrive, l’inquietudine che anche sotto questa veste il buon Matron Thorn fosse rimasto prigioniero dell’inconcludenza manifestata nelle ultime pubblicazioni a firma Ævangelist. Rispetto al più famoso fra i progetti sfornati dal musicista di origine statunitense, vi sono punti di contatto per quanto riguarda il dipanarsi delle dissonanze, divenuto un ossessivo marchio di fabbrica ogni qual volta Matron Thorn è chiamato in causa. Una specie di cantilenante motivo di fondo, un battito circolare o solo in lieve evoluzione e mutamento, che marchia a fuoco la musica e fa capire immediatamente chi ne sia l’autore.
Privo per fortuna dell’indefinitezza fumosa di un “Nightmarecatcher”, “Wisdom Of The Grave” va piuttosto a toccare e destrutturare le partiture tipiche del gothic doom inglese. Si percepiscono echi di My Dying Bride e Paradise Lost, coi primi rimembrati da vicino nell’insistita ricerca del tocco depressivo, della volontà di instillare tristezza e sconforto. La voce mostra allora appassimento, un abbattimento che si fa inondazione di angoscia, prostrazione così spessa da farci ricadere addosso un senso di tremenda spossatezza. Viaggia aleatorio e appiccicoso una sorta di romanticismo che parrebbe invece arrivare dal funeral doom finnico, in particolare dagli Skepticism, qui reinterpretato in un’ottica morbosa e malata, che finisce per distorcere e pervertire i sentimenti. Matron Thorn annebbia i riferimenti di cui sopra, oltre che tramite il suo singolare gusto chitarristico, aggiungendovi pattern ritmici ben poco lineari, quasi laterali e sullo sfondo rispetto alla dittatura delle dissonanze e di un’effettistica alienante, che diventano presto tutt’uno con i vocalizzi. Si entra presto in un loop, trascendente il concetto di canzone e di separazione delle singole tracce: in questo perdersi in un dedalo di vie strumentali scostanti, slanciate verso obiettivi indefiniti, risiede un altro elemento comune al noto universo sensoriale già pittorescamente delineato dal polistrumentista in passato.
Sghembe melodie darkwave, esangui diluizioni ambient e un salmodiare sospeso tra sacralità ed evocazioni alle dissolutezze del deathrock si mescolano al gothic-doom di base, sfociando non di rado negli ambienti dell’avant-garde più radicale e ostile alla comprensione. “Wisdom Of The Grave” nel suo insieme ha diversi punti di grande fascino e ha il grosso merito di farci immaginare quante ansie, paure, minacce, alberghino nella tormentata mente del suo autore; il rovescio della medaglia è quel senso di incompiutezza e dispersività che sta di recente ‘macchiando’ il curriculum di Matron Thorn. L’ostinazione a creare delle oasi di straniamento, delle secche dove la musica si perde in contemplazioni fini a se stesse, fa scemare l’attenzione e porta a chiedersi in più occasioni verso quali lidi di stia andando a parare. È interessante notare come alcuni passaggi portino alla mente opere diversissime della sperimentazione in ambito metal, come “La Masquerade Infernale” degli Arcturus oppure, per il clima mistico, le enfatiche produzioni a firma Saviour Machine; purtroppo, questi nobili rimandi scontano uno sviluppo farraginoso, un’ampollosità contorta che alla lunga rende difficile restare vigili e motivati nell’ascolto. Per apparati uditivi temprati dagli avanguardismi e pronti a (quasi) tutto.

TRACKLIST

  1. Oblivion Gate - 1 - Morphine
  2. Oblivion Gate - 2 - Wisdom of the Grave
  3. Oblivion Gate - 3 - Give Me the Gun
  4. Oblivion Gate - 4 - A Strange Thing to Say
  5. Oblivion Gate - 5 - Lesser Key of Solomon
  6. Oblivion Gate - 6 - In The Fields where I Lay
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