OBSCENITY – Retaliation

Pubblicato il 28/05/2016 da
voto
7.0
  • Band: OBSCENITY
  • Durata: 00:39:07
  • Disponibile dal: 05/27/2016
  • Etichetta: Kolony Records
  • Distributore: Audioglobe

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Gli Obscenity sono da sempre sinonimo di sostanza e fedeltà alla linea: pochi esperimenti, poche variazioni, nessun flirt con ciò che va di moda. Quando il quintetto tedesco vira su un altro genere, lo fa per abbracciare qualche istanza thrash, cosa che essenzialmente può pure essere vista come un semplice tentativo di rendere il proprio death metal ancora più rozzo e nostalgico. Veterani della scena europea, con ormai ben nove album ufficiali all’attivo, gli Obscenity hanno da tempo fatto intendere quali siano le loro potenzialità e le loro mire. Coloro che nel 2016 si aspettano dai Nostri un colpo di classe o un’evoluzione verso altri lidi sonori non hanno proprio compreso l’attitudine alla base di questa band, nè probabilmente la comprenderanno mai. Le novità possono essere ricercate nella veste grafica o nella resa sonora – entrambe sempre più curate – ma non certo nei veri contenuti di un loro nuovo album. Gli Obscenity non sono dei fuoriclasse: non sono quel gruppo capace di spiccare prepotentemente fra la massa e in grado di convertire al verbo death metal nuove legioni di fan; gli Obscenity sono quel tipico gruppo solido ed affidabile, a cui, da grandi ammiratori del genere, ci si rivolge quando non si ha troppa voglia di ascoltare per l’ennesima volta il solito classico della grande band. Dal 1989 ad oggi non hanno mai pubblicato un lavoro realmente scadente e il nuovo “Retaliation” non fa eccezione: mixato e masterizzato da Stefano Morabito nei romani 16th Cellar Studio (Fleshgod Apocalypse, Hour Of Penance), il disco si presenta concreto e affilato come da tradizione. Le trame ispirano familiarità sin dal primo ascolto, tuttavia non siamo alle prese con un esercizio di stile in cui ogni brano rimanda vistosamente a un grande compositore o gruppo del passato; in certi momenti i Nostri possono senz’altro ricordare i Malevolent Creation, mentre in altri i Vomitory, ciò nonostante di rado si ha l’impressione che la band propenda apertamente per una determinata scuola death metal. Gli Obscenity sono old school, su questo non vi sono dubbi, ma lo spettro delle loro influenze include allo stesso modo sia Stati Uniti che Europa. L’album dunque si snoda senza grandi cali di tensione, esprimendo di continuo dedizione, onestà e unità di intenti. Alcuni passaggi della chitarra solista risultano forse un po’ troppo armoniosi per questo contesto, ma si tratta di pochi cenni in un’opera per lo più devota alla più schietta brutalità e di conseguenza pronta ad essere saggiata dai vari cultori underground.

TRACKLIST

  1. Claustrophobic Hell
  2. Embracing The Plague
  3. Whore Of Secret
  4. Abandon All Hope
  5. Ghastly Presence Haunting
  6. The Day Of Wrath
  7. Deracination
  8. Innate Depravity
  9. Soul Eater
  10. Ominous Determination
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