OBSCURA – Akròasis

Pubblicato il 29/01/2016 da
voto
7.5
  • Band: OBSCURA
  • Durata: 00:54:01
  • Disponibile dal: 05/02/2016
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Audioglobe

Dopo gli innumerevoli cambi di formazione degli ultimi tempi, il solo fatto di trovarsi tra le mani un nuovo album targato Obscura dovrebbe rappresentare motivo di distensione e appagamento per i fan della band tedesca. Vi era aria di debacle totale, ma Steffen Kummerer è fortunatamente riuscito a mantenere salde le redini del gruppo, a reclutare dei nuovi compagni e, infine, a comporre un lotto di brani che – va subito sottolineato – suonano assolutamente Obscura. A dispetto di un titolo piuttosto obliquo, “Akròasis” vuole rappresentare un ritorno alla relativa semplicità delle hit techno/melodic death metal del fortunato “Cosmogenesis”, con canzoni più agili e leggermente meno cariche di ornamenti ed epicità. Tracce dunque incentrate sui riff, dove le chitarre di rado si giocano il ruolo di protagonista con gli altri strumenti, nonostante il puntuale e apprezzabilissimo apporto di Linus Klausenitzer al basso fretless. In particolare, si registra un parziale ritorno a cavalcate dai riff portanti e dai ritornelli subito memorizzabili: la title track o “Ten Sepiroth” provano a ricalcare le orme di una “Incarnated”, ad esempio. L’interpretazione vocale di Kummerer, inoltre, qui risulta più ragionata: se in certi episodi di “Omnivium” il frontman aveva provato a diversificare spesso la sua performance, piazzando anche del pulito un po’ a casaccio, su “Akròasis” il Nostro appare maggiormente ordinato e concreto, con growling e screaming ad alternarsi solo ogni tanto a vocals filtrate, in stile “Focus”. Per stessa ammissione della band, il disco nasce dal voler comporre brani sì virtuosi e “ricchi” (vedi le continue guarnizioni di chitarra acustica), ma pur sempre in un contesto vicino al caro vecchio techno-death; pezzi quindi più efficaci e adatti per essere riproposti in concerto. Una mossa che per alcuni saprà di involuzione, soprattutto dopo lo sfarzo di “Omnivium”, ma che ci sentiamo di definire convincente, se non altro perchè supportata da un’ispirazione costante e da un songwriting sicuro ed esperto, da cui emerge la sempre notevole commistione tra creatività e capacità di produrre un sound riconoscibile tipica del gruppo da qualche anno a questa parte. Si può dunque affermare che Kummerer sia riuscito a confezionare un altro riuscito capitolo della saga Obscura: “Akròasis”, a conti fatti, si dimostra un album sincero e curato; un album che, nonostante in parte rifugga la tendenza prog del suo predecessore (ad eccezione della lunghissima ed estenuante “Weltseele”), riesce comunque a crescere inesorabilmente con gli ascolti. Non male per un gruppo che solo qualche mese fa veniva dato per spacciato.

TRACKLIST

  1. Sermon Of The Seven Suns
  2. The Monist
  3. Akróasis
  4. Ten Sepiroth
  5. Ode To The Sun
  6. Fractal Dimension
  7. Perpetual Infinity
  8. Weltseele
6 commenti
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