7.5
- Band: OBSCURANT
- Durata: 00:41:31
- Disponibile dal: 01/12/2002
- Etichetta:
- Woodcut Records
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Un debut album davvero sorprendente, questo “Lifeform: Dead” degli sconosciuti Obscurant. La band finlandese in principio era soltanto un solo project del cantante chitarrista Luukkainen, poi è diventata una band a tutti gli effetti e le buone prestazioni in sede live valsero l’immediato interesse da parte della label Woodcut Records. Uno strano esordio dunque, non contrassegnato da una gavetta lunghissima fatta di demo, 7″ e promo a volontà, un battesimo che ha messo in luce la maturità di questi Obscurant. Grazie all’ottimo lavoro svolto in studio in sede di registrazione, alla buona scelta dei suoni, alla maturità compositiva e ad un tocco personale nel songwriting, gli Obscurant dimostrano di essersi meritati il debut album saltando a pié pari il passaggio della gavetta tradizionale. Il sound è corposo, massiccio, granitico; lo stile varia dal death metal stile primi Amorphis al doom più criptico e depressivo accostabile ai conterranei Unholy. Gli Obscurant propongono un approccio parecchio heavy oriented con un tocco melodico e malinconico allo stesso tempo. Ci sono parti cantante di voce pulita che rendono ancora più orecchiabile la canzone, senza però mai trasformarla in un banale e commerciale refrain. L’uso delle tastiere non trasforma gli Obscurant in un gruppo sinfonico, ma serve per incanalare la cupa atmosfera verso territori ancora più depressi. Malinconia, solitudine, depressione, stati mentali disturbati, un istinto suicida represso soffocato dalle note di “Ending Life”, ecco il terreno sul quale si muove il pensiero Obscurant, nato nelle fredde lande del Nord dove il sole non riesce mai a scaldare. Anche dopo ripetuti ascolti questo album ha il dono di non annoiare mai, anzi, riesce ad avvolgere sempre più la vostra dimensione e trasportarla in lidi remoti e decadenti. Gli Obscurant non si abbandonano mai alla rabbia e a velocità smodate, rimangono ancorati ad un ragionato mid-tempo, essenziale per mantenere un’aria pesante in tutte le canzoni. Non c’è spazio per la violenza, per la via d’uscita da una costrizione mentale soffocante, senza via di scampo… la sola forza concessa è la sopportazione della sofferenza. Un gruppo che sa abbinare dense atmosfere a musica molto godibile. Da non perdere, specie per quelli che adoravano i primi lavori dei Sentenced in cui si respirava un certo disagio esistenziale e un’attrazione irresistibile alla fine di ogni cosa…Un altro grande capitolo del Depressive metal.
