6.5
- Band: OBSCURE INFINITY
- Durata: 00:43:42
- Disponibile dal: 13/07/2012
- Etichetta:
- Obscure Domain
Gli Obscure Infinity vengono dalla Germania e ci presentano il loro secondo album “Putrefying Illusions”, la cui materia musicale consiste in un death metal frammisto di black: con qualche dovuta concessione, potrebbero ricordarvi una versione europea degli Arghoslent, capace di un pragmatismo à la “Soulside Journey”. Esaurita l’intro, l’ascolto che vi attende procede abbastanza lineare e diretto: di per sé, in effetti, le strutture dei pezzi non sono poi così elaborate o complesse, puntando il gruppo ad esaltarne il carattere ossessivo per mezzo di un tappeto ritmico spesso sostenuto e della circolarità di riff generalmente atoni, che di quando in quando assumono fogge più death (“Ascension-Kenosis”) o più black (“Collecting A Disastrous Sun”). Anche l’umore dell’opera, comunque feroce, ha qualche particolare venatura mutuata dal “genere nero”, così che – grazie a soluzioni come i rallentamenti di “Crypts Of Damnation” – si possa percepire un diffuso senso di gelo, condito da istanti malinconici (espliciti nei tanti intermezzi acustici). A partire dalla produzione, dunque, il sapore dominante di questo disco è quello dell’old school: non ci sembrerebbe strano se fosse uscito nel biennio 1988-’89. La cosa che, però, sembra mancare di più a “Putrefying Illusions” è la capacità di dare dei veri e propri sussulti: potete trovare pezzi buoni all’interno del disco, come la titletrack o “…Of Creating And Wasting”, ma nessuno sarà in grado di darvi quella scossa capace di accendervi le sinapsi e farvi venire la fissa; probabilmente si deve questo al carattere un poco “formale” dell’album, visto che gli Osbcure Infinity sembrano particolarmente interessati ad ossequiare un determinato periodo artistico, seguendone fedelmente i canoni estetici. In conclusione, si tratta di un più che sufficiente lavoro per appassionati: la sensazione generale è che in giro ci siano cose migliori.
