7.0
- Band: OBSCURITY
- Durata: 00:41:18
- Disponibile dal: 07/09/2009
- Etichetta:
- Trollzorn
- Distributore: Masterpiece
Arganar, Agalaz, Ziu e Cortez sono gli Obscurity, quartetto tedesco che con questo “Varar” arriva al quarto parto discografico, e che da più di dieci anni propone un black-viking metal con testi pagani in inglese e lingua madre. “Varar” è un buon miscuglio dei temi e dei paesaggi sonori che da sempre il gruppo dipinge, pescando in egual misura dal death scandinavo, dal black più glaciale e dall’epopea vichinga. Le canzoni migliori, “Nach Asgard Wir Reiten”, “Battle Metal” e “Wer Wind Saet” inaugurano il disco, dando immediatamente l’impressione di un combo rodato e sicuro dei propri mezzi ma anche la sensazione di un po’ troppa indecisione a livello di songwriting. Sì, perché se questo disco ha un piccolo difetto, oltre ad un certa staticità di fondo che però non disturberà gli amanti del genere, è proprio quello di voler infilare troppi spunti diversi nelle sue canzoni, col risultato di creare pezzi poliedrici ma anche un filo slegati. L’album, dopo una insipida “Varusschlacht”, continua con “Im Herzen Des Eises”, un blast beat scatenato ma molto ben costruito. Da qui alla fine non ci saranno grossi cambiamenti di registro, con la riproposizione dell’alternanza tra black, death e viking metal. Solo l’ultima “Blut Und Feuer”, aperta da un’intro acustica e da una parte di basso distorto, alza il livello e confluisce in un coro liberatorio. Anche la produzione ha il suo peso nell’ economia del disco, contribuendo a far sentire le raffinatezze di ogni singolo strumento e schierando apertamente la band nel novero dei sostenitori del suono definito. Prodotto ben confezionato, gruppo sincero e divertimento assicurato.
