OBSEQUIAE – The Palms Of Sorrowed Kings

Pubblicato il 17/12/2019 da
voto
7.5
  • Band: OBSEQUIAE
  • Durata: 00:49:20
  • Disponibile dal: 22/11/2019
  • Etichetta: 20 Buck Spin
  • Distributore: Audioglobe

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Portati ad aprire i cancelli del loro castello medioevale per la terza volta in una decade, ecco risuonare i rintocchi della musica degli Obsequiae. Effettivamente ci erano mancati, almeno dall’ultima gemma “Aria Of Vernal Tombs“, targata anno domini MMXIV. Veri trobadores (seppur del Minnesota), gli Obsequiae riescono di nuovo alla grande a far emergere quel tono da Anno Mille supportato col caro e vecchio (qui in senso affettuoso) black metal. Di nuovo in una mistura perfettamente riuscita, seppur non così migliorata o progredita, almeno così come era sembrata innovativa nel precedente tassello del mosaico. Ahinoi, ci è difficile non restare affezionati a quel disco: l’arazzo di Tanner Anderson si tinge di colori ancora più saturi e netti e si presenta in uno splendore che è comunque la perfetta prosecuzione di “Aria Of Vernal Tombs”. E sembra davvero che ci si trovi di fronte – seppur senza grandi sconvolgimenti, inversioni di rotta o particolari innesti – ad un vero e proprio secondo “Aria”. Formula che vince non cambia: i suoni sono ancora più curati, con un reparto batteristico modificato dall’innesto nuovo batterista Eoghan McCloskey, a cui viene lasciato forse più spazio di manovra rispetto al disco precedente. Il lavoro di basso e batteria del mastermind Anderson risulta ormai pienamente consapevole e rodato, così come gli interventi di Vicente La Camera Mariño, ancora una volta brillanti ed evocativi. La formula è dunque quella già sperimentata, e si offre ancora in grandissimi momenti come in “The Garden Of Hyacinths”, riverberata come una cattedrale gotica entro cui perdersi in contemplazioni tolkieniane, o nell’altrettanto evocativa “Morrigan”, dove spade sguainate allontanano il mondo contemporaneo proiettandoci al di là del Rubicone.
Senza essere più strabiliati come quattro anni fa, ci inchiniamo ancora alla bellezza solida di queste mura che, seppur ancorate alla vecchia guardia di una musica tradizionale (sia per il presente che per l’accezione passata), riescono ancora a traghettare verso lidi lontani da qui. E non è questo forse che si chiede a dischi come questo? Preparato il mantello e caduta l’oscurità, ecco di nuovo tornare gli hidalgos, come nelle vecchie avventure cavalleresche.

TRACKLIST

  1. L'autrier m'en aloie
  2. Ceres In Emerald Streams
  3. In The Garden Of Hyacinths
  4. Palästinalied
  5. The Palms Of Sorrowed Kings
  6. Morrígan
  7. Per tropo fede
  8. Lone Isle
  9. Asleep In The Bracken
  10. Quant voi la flor novele
  11. Emanations Before The Pythia
  12. In hoc anni circulo
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