8.0
- Band: OCEAN GROVE
- Durata: 00:37:20
- Disponibile dal: 03/02/2016
- Etichetta:
- UNFD Central
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Se nel Risiko l’Australia rappresenta una fortezza dorata ma isolata, come del resto nel mondo reale, in un’ipotetica versione musicale la terra dei canguri dispone di armate lanciate alla conquista del mondo metalcore, grazie ai vari Deez Nuts, I Killed The Prom Queen, Parkway Drive e The Amity Affliction. A queste corazzate si aggiungono oggi i The Ocean Grove, additati come ‘next big thing’ all’uscita dell’EP “Black Label” e prontamente confermatisi con questo “The Rhapsody Tapes”, album d’esordio in grado di miscelare in poco più di mezz’ora quanto di meglio partorito dalla scena alternative dagli anni ’90 ad oggi. Superata l’intro “What I Love About A Natural Woman” – pezzo industrial che, insieme all’artwork graffitaro, ci riportano ai tempi in cui i DJ superstar erano Lethal e Product -, la successiva “Beers” ci mostra l’anima rock ’n core del quintetto di Melbourne, adrenalinico come i Beartooth e ficcante come i Taking Back Sunday degli esordi. Inquadrarli come la risposta australiana a Tyler Carter sarebbe però riduttivo, perchè se pure non mancano i brani più diretti (“These Boys Light Fires”, “Thunderdome”), il resto della tracklist pesca a piene mani dalla scena di fine anni ’90 / inizio ’00, si tratti di nu-metal (“Intimate Alien”), post-grunge (“Slow Soap Soak” sembra uscita da un disco dei Silverchair), emo-core (“Mr Centipede”), glitch-hop (gli intermezzi electro di “Slow Soap Soak”, “From Dalight”) e perfino trip-hop (la conclusiva “Hitachi”). Ecco, forse proprio l’abbondanza di interludi – al netto dei quali la tracklist scende ben sotto la mezz’ora – rappresenta l’unico limite di “The Rhapsody Tapes”, anche se va riconosciuto come anche i pezzi strumentali contribuiscano a ricreare l’atmosfera nu-metal revival, accendendo la miccia per le successive esplosioni. Acquisto obbligato per i rimastoni che hanno ancora custoditi negli armadi cappellini NFL e pantaloni ribassati, ma siamo certi che anche le nuove leve avranno modo di apprezzare l’energia contagiosa degli Ocean Grove.
