OCEANA – The Pattern

Pubblicato il 26/01/2021 da
voto
7.5
  • Band: OCEANA
  • Durata: 01:02:43
  • Disponibile dal: 29/01/2021
  • Etichetta:
  • Time To Kill Records
  • Distributore: Goodfellas

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Gli Oceana, in questo inizio 2021, vanno ad aumentare di una unità la già capiente, ottima e rinomata scuola capitolina del doom-gothic progressive metal. O meglio, a ben vedere, essendo stati fondati nel lontano 1994, per i posteri ed i contemporanei assumono quasi sembianze da antesignani del genere e, soprattutto, della stessa appena citata scena. Ma andiamo con ordine…
La band si forma ventisette anni fa a Roma, appunto, da un’idea di Massimiliano Pagliuso, polistrumentista, cantante e compositore, che assieme ad Alessandro ‘Sancho’ Marconcini, batteria, e successivamente a Gianpaolo Caprino (poi chitarrista stabile negli Stormlord) mette insieme un terzetto dedito ad un gothic metal dalle tinte progressive e melodiche, venato da spunti vocali in salsa doom-death. Sono di due anni dopo, 1996, il demo “Promo 1996” e l’EP “Oceana”, editi come autoproduzioni, che fanno circolare nel circuito il nome degli Oceana, poco prima, però, che esso cada nel dimenticatoio del tempo, in primis a causa dell’ingresso di Massimiliano nei Novembre di Carmelo e Giuseppe Orlando, dei quali il chitarrista diviene il perfetto arrangiatore di brani e strutture compositive da “Arte Novecento” in avanti. E sappiamo tutti a quali livelli e vette artistiche i nostri storici portabandiera siano giunti nel corso della loro carriera.
Ebbene, per gli Oceana di Pagliuso è finalmente arrivato il momento di scrollarsi di dosso la polvere accumulata in più di quattro lustri e cercare di recuperare il tempo perduto, facendolo con un atterraggio sulle scene, pur avvenuto in un periodo non esattamente florido per la musica tutta, di gran rilievo e più che positivo, considerando sia la qualità di questo loro esordio, “The Pattern”, sia il dispiego di forze non comuni messo in campo, fisiologicamente rivolto a rinverdire l’epoca d’oro del genere, i Nineties. Alla produzione autoctona firmata negli studi dello stesso Massimiliano Pagliuso (Blue Noise) e in quelli di Giuseppe Orlando (Outer Sound), infatti, si è aggiunto il prestigioso mixaggio+master agli svedesi Unisound di Dan ‘Re Mida’ Swano. Per non parlare della cover splendidamente affidata all’estro immortale di Travis Smith.
Descritto più o meno tutto quello che ruota attorno al contenuto musicale di “The Pattern”, veniamo finalmente al sodo descrivendovi la musica degli Oceana. Partiamo subito dal punto debole, che poi debolissimo non è: Massimiliano non è un cantante purosangue e ciò si sente e impatta in qualche modo sul rendimento complessivo dei brani; se dal punto di vista della costruzione delle linee vocali di strofe e ritornelli si possono fare pochi appunti al Nostro, così come sulla buona pronuncia inglese, è innegabile che un vocalist vero avrebbe dato uno spessore più solido e qualitativo a molte delle parti sia in growl che in pulito. Ci si abitua bene, ci si fa tranquillamente l’orecchio, sia chiaro, ma è in parte un’occasione persa l’aver costruito sì belle tracce senza farle rendere al 100% in sede vocale. Esatto, perchè per il resto “The Pattern” è un magnifico compendio di canzoni ottime, ben composte, con sezioni chitarristiche spettacolari, tre-quattro assoli memorabili, ed una varietà stilistica ampia ma che non esce mai troppo dal seminato. L’atmosfera generale è piuttosto rilassata, non aspettatevi un gothic-doom-death metal cupo, opprimente e/o volutamente nefasto: gli Oceana, se proprio li si deve ‘bollare’ con un’etichetta, sono come prima cosa una band progressive metal, influenzata da un’eterogeneità di formazioni che passa tranquillamente da Paradise Lost a Duran Duran, da Metallica a Edge Of Sanity, tanto per citare alcuni nomi. Il mood è permeato da soundscape da sogno, da fughe in mondi immaginari, dall’epopea di viaggi fantastici, e ben si ascolti, ad esempio, la monumentale suite di quattordici minuti “Atlantidea Suite Part I”, difficile da assimilare in toto ma che, impassibile e mai annoiante, vi porterà con facilità fra città sommerse e luci incantate. Impossibile poi, avendo seguito le gesta dei Novembre per anni, non carpire chiaramente, nel suono degli Oceana, alcune peculiarità del gruppo guidato da Carmelo Orlando: soprattutto in qualche riff liquido, in qualche momento malinconico e nei tanti arpeggi proposti, il tocco di Massimiliano nei Novembre si ripercuote sugli Oceana generando una piacevole sensazione di déja-vu che mai oltrepassa la soglia-limite del semplice rimando.
Andando più in profondità nell’ordine dei brani, troviamo i primi quattro, da “Hiding Lies” alla super-orecchiabile “Tragicomic Reality”, ripescati dall’EP d’esordio, riarrangiati e riregistrati per l’occasione. Si sente molto, ad inizio disco, l’approccio progressivo, che va poi scemando lievemente dando spazio maggiore al gothic metal maturo e ad un metal sui generis che piace per la semplicità di fruizione ottenuta (il singolo “You Don’t Know”, “Carousel”) senza rinunciare alla profondità di contenuto (“A Lament”, “Spoiled”). Un solo brano definibile come filler, il breve “A Friend”, e la cover di “The Unforgiven” dei Metallica, discreta ma anche un po’ specchietto per le allodole, completano il menù di “The Pattern”, un lavoro che merita la vostra attenzione e che darà soddisfazioni sulla breve e sulla lunga distanza, proprio per la sua dicotomica peculiarità di essere da una parte rapido da assimilare e dall’altra ricco di arrangiamenti e passaggi da scoprire lentamente nel tempo. Bravi, Oceana.

 

TRACKLIST

  1. Hiding Lies
  2. Fall To Silence
  3. Violet
  4. Tragicomic Reality
  5. A Friend
  6. Carousel
  7. A Lament
  8. Spoiled
  9. Atlantidea Suite Part 1
  10. The Unforgiven
  11. You Don't Know
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