OCEANWAKE – Lights Flashing In Mute Scenery

Pubblicato il 28/04/2019 da
voto
7.0
  • Band: OCEANWAKE
  • Durata: 44:20
  • Disponibile dal: 26/04/2019
  • Etichetta: Lifeforce Records
  • Distributore: Audioglobe

Come già nel precedente “Earthen” prosegue la maturazione stilistica dei finnici Oceanwake, arrivati al traguardo del quarto album, che inaugura una sorta di nuovo corso per la band. Sotto l’egida di Lifeforce, questa volta, il sound della band di Lavia diviene ancora più orientato verso alcune derive più tenui ed accessibili rispetto ad un passato più rivolto ad un post-metal di matrice più ferrea e dominato dalla strumentalità. Intendiamoci: la musica degli Oceanwake resta orientata ai capisaldi del post-metal più evocativo e trascinante, come Cult Of Luna, Isis e Neurosis, però qui si apre ad un qualcosa di maggiore e più ampio.
Un pezzo come “Season Of The Rain” infatti presenta una forma-canzone più riconoscibile, molto vicino alle lezioni dei The Ocean, e anche reminescente di certi My Dying Bride, Paradise Lost e compagnia decadente, risultando un buon momento all’interno della proposta di “Lights Flashing In Mute Scenery”. L’album ha infatti una struttura diversa dai due monoliti che costituivano “Earthen” e una certa accessibilità, data dalla forma, ha dalla sua un impatto diverso rispetto a quanto detto qualche anno fa. Fortunatamente la qualità dei brani e delle sonorità è sempre alta e tiene sempre desta l’attenzione. La trascinante coppia “Travelogue”/”Titanomachia”, infatti, posta al centro del lavoro, risulta essere uno dei momenti più riusciti: la sua introduzione suadente cresce grazie ad una lenta presenza di pathos post-metal di sicuro impatto emotivo, di quella che cresce pian piano, sottopelle, ma che fuoriesce in tutta la sua potenza espressiva tra gli e-bow e le distorsioni massive. Grande merito a Eeru Haula, mai come prima d’ora in grado di affrontare delle performance vocali così centrali all’interno della musica dei suoi Oceanwake, permettendo quello che potrebbe essere considerato uno dei maggiori punti di novità del sound.
Pur non riuscendo a colpire nel segno in assoluto (vuoi anche per la proposta di un genere che è comunque pieno di cloni) il quarto album della formazione di Lavia risulta ancora una volta un buon lavoro per questo filone nordico post-metal: personale, sentito ed autentico.

TRACKLIST

  1. Radiant Nightbreak
  2. The Occult
  3. Season Of The Rain
  4. Travelogue
  5. Titanomachia
  6. Currents
  7. Posthuma
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