ODD DIMENSION – Symmetrical

Pubblicato il 29/03/2011 da
voto
8.0
  • Band: ODD DIMENSION
  • Durata: 00:47:32
  • Disponibile dal: 22/03/2011
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

Per fortuna ci si riesce ancora a sorprendere nel lavoro del recensore. E spesso non è il disco della band che segui da anni e dalla quale ti aspetti tanto a darti la sorpresa, ma magari è proprio il disco di debutto di una band che non ha ancora un nome a lasciarti a bocca aperta. E proprio questo succede con il qui presente “Symmetrical”, album di debutto dei nostrani Odd Dimension, band piemontese formata da membri attuali e passati dei Secret Sphere. Abbandonata completamente la componente power del più famoso gruppo di origine, gli Odd Dimension mantengono ed estremizzano invece la componente progressiva, dando alla luce un lavoro che può tranquillamente essere affiancato ai lavori migliori di Dream Theater, Symphony X o Rush, considerata l’originalità e la ricchezza sonora presenti in questo debutto. Pur appartenendo dunque ai ranghi del progressive metal, “Symmetrical” si pone però in maniera diametralmente opposta agli album fotocopia che si ispirano ai soliti nomi sopra citati, piuttosto sembra assimilare da quelle band sonorità e costruzioni, riproponendo quanto appreso in maniera innovativa ed interessante, rendendo il lavoro fresco e assolutamente originale. Di prima categoria è inoltre la resa sonora su tutto il disco, esaltata da una produzione che favorisce i suoni limpidi e cristallini propri del genere, e che dona alle esecuzioni strumentali di ciascun membro la giusta incisività ed esplosività. Già nel primo pezzo “Farewell To The Star” ci troviamo ad ammirare le complicate trame progressive tanto care alla band. Intorno alle intricatissime linee di chitarra intessute dal bravissimo GianMaria Saddi si stagliano infatti le ricche tastiere di Gabriele Ciaccia, qui grandi protagoniste, ed entrambi gli strumenti contribuiscono con efficacia nel creare un pezzo dinamico, denso di cambi di tempo e di energia. La successiva “Rising Through Light” è ancora più personale, e si stacca dal modello dei Symphony X per dare invece maggiore spazio a pregevoli ritmiche di basso e batteria, suonate impeccabilmente dalla coppia Andreone/Pennazzato. “The Ecstay Of Hope” inizia come una ballad, con i suoi arpeggi liquidi sottolineati dall’onnipresente basso di Andreoni e da un’irregolare linea ritmica ad opera dei tamburi di Pennazzati. Il bravo batterista è il primo a cambiare il tempo di questo pezzo con una serie di stacchi che ci introducono nella parte centrale del brano, di nuovo all’insegna del progressive più tecnico. Se possibile, “Another Shore” risulta ancora più imprevedibile delle sorelle, con le sue contaminazioni che prendono in alcuni momenti addirittura dal metalcore e le sue vocals femmili e in growl che si alternano a quelle pulite di Candiotto. Quando siamo già convinti di essere davanti ad un album come ce ne sono pochi arriva “When Day Meets the Night”, il pezzo migliore dell’album, che nella sua struttura complessa ed imprevedibile mette in mostra le doti strumentali di ciascuno dei cinque membri, se ancora qualcuno non si fosse convinto della loro bravura. Le finali “Light Speed Journey” e “I’ll be Back Once More” cambiano ancora le carte in tavola, proponendoci nel primo caso un lungo pezzo quasi completamente strumentale con tastiere imprevedibili, basso sugli scudi e una batteria se possibile ancora più intricata, mentre nel secondo risultano presenti influenze ancora diverse, provenienti anche dal metal più classico. Un debutto incredibile, che non lascia altra possibilità che consigliarvi di acquistarlo il prima possibile.

TRACKLIST

  1. Farewell To The Star
  2. Rising Through Light
  3. The Ecstasy of Hope
  4. Another Shore
  5. The Day Meets The Night
  6. Light Speed Journey
  7. I’ll Be Back Once More
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