ODRAZA – Rzeczom

Pubblicato il 02/06/2020 da
voto
7.5
  • Band: ODRAZA
  • Durata: 00:53:36
  • Disponibile dal: 08/05/2020
  • Etichetta: Godz ov War
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Non vi fate ingannare dalla nenia da carillon che apre il disco: “Rzeczom” è un disco che richiede di allacciare le cinture e dedicare attenzione, trascinante e sfaccettato per tutta la sua durata. Fin dal primo brano emerge come il punto di forza degli Odraza stia nel lavoro delle due chitarre. Priest e Strawrogin intersecano a meraviglia un riffing serrato e dissonanze squillanti, con il risultato che è l’impatto da panzer la prima caratteristica a emergere dai solchi; ma agli ascolti successivi esplode la ricca presenza di melodia – peraltro subito ricontrabile in taluni brani più cadenzati – e soprattutto di strutture molto elaborate.
Il primo esempio evidente è nella titletrack,che scompagina le carte rispetto all’ormai canonico ‘sound polacco’, con degli stop’n’go e una varietà vocale che aumentano il senso di sospensione; cresce infatti nel procedure dei brani un senso di imprevisto che rende estremamente narrativo l’intero disco. I due brani successivi, diversi tra loro, sono comunque due pezzi da novanta di grande potenza; “W Godzinie Wilka”è quadratissima e iconica, con un tremolo riffing squillante e una crescente belluinità del cantato. “…Twoja Rzecz Tez” presenta un ritmo in tre quarti decisamente inedito, sposato a passaggi trasfigurati dalla tradizione popolare, perfetto per aumentare il senso di disagio e attesa di cui parlavamo poc’anzi. La breve “Dluga” è una declamazione che parte su ritmiche quasi free jazz, prima di far tornare in primo piano le affascinanti chitarre, che passano con naturalezza da riff sferzanti a passaggi contorti, fino a un crescendo furioso sul finale che si collega direttamente a “Swit Opowiadaczy”, un brano che, assieme a “Najkrotsza Z Wiecznosci”, ha un fascino particolare nel flusso morboso complessivo di “Rzeczom”. Le ritmiche quadrate, già di per sé perfette per creare un’atmosfera oscura, spariscono per lunghe parti a favore di conturbanti rallentamenti acustici dal sapore occult e quasi folk.
Proseguendo su questa strada che unisce riff gelidi a improvvise ritmiche aliene e alienanti, gli Odraza ci trasportano nelle sterminate pianure polacche, accomiatandosi coraggiosamente con un brano strumentale, peraltro il più lungo qui presente. “Ja Nie stad” parte con un sinuoso arpeggio, diventando poi un brano molto aperto che scardina sempre più le coordinate. È in questo la ricchezza di una band che, partendo da un sound cristallizzato quasi alla perfezione da altre band conterranee, mostra un’ottima sintesi tra un gusto sperimentale mai fine a se stesso e la scuola polacca stessa, confermando come le aspettative e le speranze verso questa scena vengano raramente deluse.

 

TRACKLIST

  1. Schadenfreude
  2. Rzeczom
  3. W Godzinie Wilka
  4. ...Twoją Rzecz Też
  5. Długa
  6. Świt Opowiadaczy
  7. Młot Na Małe Miasta
  8. Najkrótsza Z Wieczności
  9. Bempo
  10. Ja Nie Stąd
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