6.5
- Band: ODYSSEA
- Durata: 00:50:12
- Disponibile dal: 30/10/2004
- Etichetta:
- Scarlet Records
- Distributore: Audioglobe
Giusto il tempo di adagiarsi in casa Labyrinth (causa l’abbandono dell’ex leader Olaf Thorsen), e già ritroviamo il chitarrista Pier Gonella alle prese con una nuova creatura, gli Odyssea. Il debut “Tears In Floods” vede su un brano la presenza come special guest del singer Roberto Tiranti (anche lui direttamente dai Labyrinth), e non a caso lo stile della band è un power metal che molto deve a “Return To Heaven Denied”. L’opener “Fly” è costruita su melodie richiamanti gli Stratovarius di “Destiny”: siamo di fronte ad una song molto diretta e d’impatto, ma gli Odyssea per nostra (e loro) fortuna non si fermano qui. Proporre un album di power canonico oggi sarebbe un suicidio, difatti “Tears In Floods” presenta canzoni più complesse come “Falling Star”, intricata e condita da synth e qualche spruzzata di elettronica, peccato solo che tali guizzi d’originalità non vengano mai spinti al limite. “Burning Time” e “Angel Cries” (cantata da Wild Steel) sterzano di nuovo su tempi spediti e melodie tipicamente power “labyrinthiano”. Punto di forza dell’album è sicuramente Pier Gonella, la sua passione per Malmsteen trasuda nella quasi totalità delle canzoni, ed i suoi funambolici assoli sembrano una sorta di tributo al guitar hero svedese. “Tears In Floods” ad ascolto ultimato non annoia, ma nemmeno fa gridare al miracolo; i pezzi sono suonati ottimamente, la produzione è di qualità, manca però una buona dose di personalità: troppo spesso durante l’ascolto si possono fare raffronti con riffs e melodie già sentite.
