OFERMOD – Drakosophia

Pubblicato il 01/10/2025 da
voto
7.5
  • Band: OFERMOD
  • Durata: 00:44:51
  • Disponibile dal: 03/10/2025
  • Etichetta:
  • Shadow Records

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Nel bene e nel male, gli Ofermod sono da sempre emanazione e riflesso della mente (irregolare) di Mika Hakola, in arte Belfagor, personaggio che – fra problemi di tossicodipendenza e detenzioni per aggressione e rapina – ha davvero portato al cosiddetto ‘next level’ quell’estremismo già di per sé insito nella scena black metal svedese di tardi anni Novanta/primi Duemila.
Anche (e soprattutto) per questo, non bisogna stupirsi troppo se la sua creatura, dopo un EP eccellente come “Mystérion Tés Anomias” (1998), non ha saputo attribuire al suo percorso la stessa costanza e lo stesso spessore riscontrabili nelle carriere di Watain e Funeral Mist, né che l’uscita di questo nuovo “Drakosophia” avvenga tutto sommato in sordina, almeno in rapporto agli standard contemporanei e alla storicità del nome.

Oggi affiancato dal cantante portoricano Adeptus, con Florian Musil ospite alla batteria (Agrypnie, Theotoxin) e con il basso suonato nientemeno che da Devo Andersson (figura cardine dei Marduk per moltissimi anni, qui impegnato anche nel ruolo di produttore), il Nostro si riaffaccia sul mercato con un lotto di brani che, per efficacia e trasporto, finiscono dritti tra le cose migliori mai scaturite dalla sua penna tossica e diabolica, dando spesso l’impressione di trascendere il concetto di canzone per abbracciare quello di preghiera, di inno al Maligno riportato direttamente dalle pagine di qualche grimorio medievale.
Da un punto di vista stilistico, non ci si muove ovviamente dalle coordinate black/death dei capitoli precedenti e da una concezione del genere che predilige la via del midtempo per esprimersi e svilupparsi, ricordando così quanto fatto dalla band di Erik Danielsson su un album come “Sworn to the Dark”, sebbene poi il tutto – come da consuetudine per il progetto originario di Norrköping – venga filtrato da una lente ben più solenne e cerimoniale di quella dei colleghi, con il frontman a giocare un ruolo decisivo grazie alla sua interpretazione ieratica e declamatoria al microfono.

La vera differenza, ad ogni modo, la fa il lavoro di chitarra di Hakola, ispirato e scorrevole come non accadeva da diverso tempo a questa parte, e in grado di incidere sia nei momenti più densi e sulfurei, sia in quelli guidati palesemente dalla lezione melodica di Jon Nödtveidt, la cui ombra lunga, insieme a quella dei capolavori “The Somberlain” e “Storm of the Light’s Bane”, è presente senza però oscurare l’effettivo trasporto di certe parti.
Un suono che finalmente, dopo una serie di lavori ‘soltanto’ buoni, rifà compiere agli Ofermod un passo in avanti in termini di carisma e autorevolezza, imbastendo una raccolta magari non esente da difetti (vedasi l’eccessiva ampollosità di alcuni passaggi), ma che sulla scia di episodi come l’opener “Aicha Kandisha”, la title-track, “Nox Draconis” o la conclusiva “The Painful Movers” si può dire coincida con un ritorno sentito e convincente, il quale finirà sicuramente per ottenere il benestare dei fan del black metal svedese più trionfale e ortodosso.

TRACKLIST

  1. Aicha Kandisha
  2. Vineyards of Gomorrah
  3. Drakosophia
  4. Malat Atat
  5. Zazas Zazas Nasatanada Zazas
  6. Belialistic Gra’al Codex
  7. Nox Draconis
  8. Sinister Acolyte
  9. The Painful Movers
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