7.0
- Band: OFERMOD
- Durata: 00:49:17
- Disponibile dal: 03/12/2021
- Etichetta:
- Shadow Records
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Ad un anno e mezzo di distanza dall’operazione di recupero “Pentagrammaton”, primo vero full-length del gruppo registrato addirittura nel 2005, gli Ofermod riemergono dalle tenebre con una nuova raccolta di brani battezzata come sempre nel sangue e nella devozione satanica che ne accompagna le mosse. Una band, quella guidata dalla personalità tutt’altro che stabile del cantante/chitarrista Mika Hakola, mai veramente esplosa al di fuori del circuito underground black metal e puntualmente relegata alle spalle dei pilastri Watain e Funeral Mist, tuttavia in grado di far fronte alle mille traversie e difficoltà (non ultime, le incarcerazioni del suddetto leader) per celebrare oggi nel migliore dei modi il traguardo del quarto di secolo di carriera.
Registrato sotto la supervisione di Magnus ‘Devo’ Andersson (ex Marduk), “Mysterium Iniquitatis” sembra voler evocare fin dal titolo le atmosfere e le tradizioni di un’epoca musicale lontana, le stesse attorno cui ruotava lo storico EP “Mystérion Tés Anomias”, assurgendo quasi a bignami di un certo modo di intendere il black/death e il lascito artistico di Jon Nödtveidt, per circa cinquanta minuti di umorale e deviato rito religioso. Musica incontrovertibilmente legata alla Svezia più nera di fine anni Novanta/inizio anni Duemila, la cui gamma di soluzioni ripercorre il perimetro tracciato da opere come “Devilry”, “Rabid Death’s Curse” o “Draco Sit Mihi Dux” senza nessuna intenzione di deviare il proprio percorso, e per questo motivo consigliata innanzitutto (se non soltanto) ai grandi fan della scena in questione. Le melodie luciferine, il riffing articolato di chiara ascendenza Dissection, l’uso saltuario di cori e voci simil-pulite, il continuo contrarsi/distendersi della sezione ritmica, con feroci accelerazioni alternate a parentesi più cadenzate che ben si prestano ad accompagnare le litanie diaboliche dei testi… dall’opener/titletrack alla conclusiva “Loyal to Belial”, passando per altri episodi degni di nota come “Inax Ya Lil” e “Poraios De Rejectis”, “Mysterium…” ci mostra una band totalmente ‘dentro’ il messaggio e lo stile di vita racchiusi nei suoi solchi, in grado di incastrare le tessere del mosaico sonoro citato poc’anzi ad occhi chiusi.
Ancora una volta, abbiamo quindi per le mani un disco di genere solido e privo di passaggi a vuoto, in cui la mancanza di veri colpi di genio è più che sopperito dall’esperienza e dalla costanza emanate dalla tracklist. Ideale per un ascolto serale al lume di candela.
