7.0
- Band: OGINOKNAUS
- Durata: 00:49:24
- Disponibile dal: //2005
- Etichetta:
- Vacation House Records
- Distributore: Venus
Gli Oginoknaus (monicker decisamente particolare!), trio nato nel 1999, provengono dalle Marche, precisamente da Senigallia, e propongono un indie-rock ermetico e parecchio di nicchia, figlio legittimo di alcune sonorità tanto in auge nei Nineties, aventi successo grazie all’apporto fondamentale di gruppi originalissimi come i Sonic Youth o i norvegesi Motorpsycho, e che ultimamente sembra stiano tornando abbastanza di moda, sempre che di moda si possa parlare, data l’evidente complicatezza e il carattere cerebrale del rock psichedelico proposto anche in questa sede. Il debutto omonimo della band marchigiana segue il demo “Stereofonia?”, risalente al 2001, e la partecipazione ad un paio di compilation: undici tracce (più ghost-track) imperniate su di un rock dal groove ipnotico e straniante, in certe occasioni volutamente ripetitivo tanto da tuffarsi in vorticosi giri noise, ed emananti lampi di classe genuina, totalmente votata al volersi allontanare da facili catalogazioni musicali di sorta. Linee vocali mai invadenti e presenti quanto basta danno il giusto tocco d’accessibilità ad uno stile che, altrimenti, si perderebbe in una placida nebbia di grigiore fin troppo accecante e disperdente (un po’ come quello raffigurato nella cover). La chitarra viaggia alternando fughe semi-cadenzate nell’alt-rock a plettrate suadenti e quasi lagnose, supportata da una sezione ritmica fondamentale nel suo apporto. La prima parte del disco è davvero stupenda, diciamo almeno fino alla straziante “DIY – Part II”; da “Kirby” a “U”, la tensione e l’attenzione scemano leggermente, vuoi per la minore efficacia delle tracce, vuoi per la forse esagerata prolissità nel trovarsi a ripetere certe soluzioni; “Oginoknaus” si riprende, infine, nelle conclusive “London Is Mine” e “No Captain”, dimostrandosi comunque un disco ben realizzato ed ideato, composto da una formazione che cerca con consapevolezza di ritagliarsi un posto di singolo valore nel panorama della musica rock italiana. Bell’inizio.
