7.0
- Band: OH HIROSHIMA
- Durata: 00:46:42
- Disponibile dal: 05/06/2026
- Etichetta:
- Pelagic Records
Sesto lavoro per il duo svedese Oh Hiroshima, che con “And The Dead Tree Gives No Shelter” partono proprio da questa frase tratta dal poema epico di T.S. Eliot “The Waste Land” per fare una disamina dei tempi attuali tramite nove pezzi, brani del tutto pregni dell’esperienza e dell’evoluzione del concetto di post-rock dei due svedesi.
Parti evocative e atmosfere che virano dal cupo al positivo sono il palcoscenico costruito grazie alle linee guida dettate dal basso e dalla chitarra suonate da Jakob Hemström, il quale punta ancora una volta a farsi promotore di un messaggio di speranza lungo le tracce di questo nuovo lavoro.
Sua è anche la voce che, ora solista ora in duetto con Joakim Liebgott e con Ellen Vingren, sfrutta l’emotività per raccontare come, in questi tempi difficili, non bisogna lasciarsi andare allo sconforto, al cinismo o all’apatia bensì bisogna trovare lo spunto per lasciarsi indietro tutti quei segnali di un paesaggio arido (l’albero che non dà riparo, immagine che dà il titolo all’album e che è tratta proprio del libro di Eliot).
Grazie all’utilizzo di strumenti e di passaggi più tendenti al jazz a al mondo sinfonico, come i fiati (trombone, tromba e sassofono) e gli archi (violoncello e violino), brani come “Skeleton Key” e “Tree Of Life” assumono sonorità tra il noise, il doom e la batteria di Oskar Nilsson dona quella carica che porta a lidi più ruvidi anche pezzi più di ampio respiro.
Anche se l’introduttiva “Servant Of All” sembra rimanere ancorata ai tempi del math-rock e del cosiddetto ‘crescendocore’, ancora una volta abbiamo la conferma che gli Oh Hiroshima fanno parte di quella generazione di gruppi post-rock che hanno scartato decisamente dal cliché cinematico; And So I Watch You From Afar, Mogwai, God Is An Astronaut sono solo alcuni di quella schiera che uniscono riverberi, tempi dispari a musiche in crescendo di grande impatto senza ripetersi in lunghe suite.
Anche questo “And The Dead Tree Gives No Shelter” nasce principalmente dalla parte creativa di Hemström e viene poi registrato in parte allo Studio Gröndahl assieme a Karl Daniel Lidén degli Swarm Of The Sun e in parte proprio a casa di Jakob, assieme a suo fratello; la produzione è, per la terza volta di fila, lasciata a Magnus Lindberg e il suo tocco, soprattutto per alcuni dettagli di synth e armonie, ormai fa parte della collaborazione con il gruppo.
Forse proprio questa formula lavorativa non permette di creare quella scintilla in più nella produzione del duo svedese, che vede, pur nella eterogeneità di generi, molti passaggi simili nella scrittura: non propriamente post-rock, decisamente non metal, un mix ancora una volta di generi permette agli Oh Hiroshima di ampliare con (ancora) limitata vena creativa la loro discografia con un buon lavoro, senza dover posare per forza una pietra miliare.
