OLD MAN GLOOM – Seminar IX: Darkness Of Being

Pubblicato il 09/06/2020 da
voto
8.0
  • Band: OLD MAN GLOOM
  • Durata: 48:10
  • Disponibile dal: 22/05/2020
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore: Audioglobe

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Se si arriva dal precedente gemello “Seminar VIII: Light Of  Meaning”, iniziare con un’opener come “Procession Of The Wounded” fa subito dire che in questo caso le cose sono ancora su un piano davvero funzionante, proprio come le si era lasciate appena una settimana prima: un ciclo ritmico, ripetitivo, ossessivo probabilmente partito dal quello che i Neurosis hanno inventato e fondato, e che qui Turner e soci portano avanti con fierezza e tanta personalità. Praticamente il titolo del corso di questo nuovo ‘seminario’ è “cosa è il post-metal”. Prima lezione: iniziare con una magistrale proposta schiacciasassi come questa vuol dire rendere conto di cosa possa davvero significare fare musica pe(n)sante.
Essendo esattamente il proseguo del disco precedente, i toni sono i medesimi, soprattutto quelli legati alle sonorità e ai rumori specifici (che potrebbero, se presi da soli, essere un pugno nell’orecchio, oltre che superficialmente inutili). Qui, però, forse perché abituati a quanto offerto in precedenza, ci si dispiega addosso un piglio ancora più sfacciato e diretto, che rende ancora più chiaro come i contrasti siano le più efficaci comunicazioni di senso. “Heel To Toe” è quel brano da quattro minuti che vorresti sentire e che potrebbe essere tranquillamente sotto il nome di qualunque band post-metal che ci piace. Converge compresi, naturalmente. Tutto questo mostra, ancora una volta, come tutto qui dentro sia davvero degno di lode, pregi e difetti. Certamente non c’è nulla che modifichi quello che già si era sentito da parte di questi artisti coinvolti, ed è certamente vero che un’ora e mezza di materiale ha certamente un peso specifico non indifferente, soprattutto in termini di impossibilità di perfezione.
Ma se le orecchie, il cuore e la fede per questa musica vorranno pur dire qualcosa, le trame inserite in questo disco (diciamo tranquillamente doppio disco, contando il precedente “Seminar VIII”) non potranno lasciare indifferenti. “The Bleeding Sun” potrebbe essere suonata al Roadburn da tutti i gruppi presenti e riuscire comunque a fare il pienone in tutte le venue. Ci sono, come nel primo, le parti rumoristiche (da un lato completamente evitabili, dall’altro sintomo di una personalità che si permette di tutto), come nei primi tre minuti di “Canto del Santos”, ma se il tutto è finalizzato ad arrivare al suo proseguo – beh – allora tutto è concesso. In mezzo a tutto questo polverone distorto c’è anche tempo per la (riuscitissima) ballad “Death Rhymes” (feat Faith Coloccia a doppie voci e organo), che allenta un po’ il ritmo prima dei due capolavori finali: “In Your Name” e “Love Is Bravery”, due mazzate sui denti e al tempo stesso martellate malinconiche sul cuore. Venti minuti che difficilmente lasceranno indifferenti.
In questi doppi quarantacinque minuti di musica si trova probabilmente il materiale post-metal più funzionante degli ultimi anni. Inserito in un contesto lungo, fuorviante, altalenante, prolisso, forse non perfettamente strutturato, ma tutti i difetti sono inferiori ai picchi raggiunti da alcuni di questi brani. La formazione del gruppo su Bandcamp recita così di seguito, per ordine e valenza e decidiamo di chiudere così questa recensione, lasciando solo il nome degli artisti coinvolti sotto lo scettro del progetto Old Man Gloom: Caleb Scofield – bass/vocals – Nate Newton -guitar/vocals- Santos Montano – drums/talking -Stephen Brodsky – bass/vocals/guitar – Aaron Turner – guitar vocals electronics.

TRACKLIST

  1. Procession Of The Wounded
  2. Heel To Toe
  3. The Bleeding Sun
  4. Canto de Santos .
  5. Death Rhymes
  6. In Your Name
  7. Love Is Bravery
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