OLD NIGHT – Mediterranean Melancholy

Pubblicato il 20/11/2025 da
voto
7.0
  • Band: OLD NIGHT
  • Durata: 00:43:39
  • Disponibile dal: 21/11/2025
  • Etichetta:
  • Meuse Music Records

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La musica dei croati Old Night, ormai giunti al quarto lavoro sulla lunga distanza, si può tranquillamente circoscrivere al doom epico e melodico tipico dei Candlemass e immediati epigoni quali Solitude Aeternus e Solstice, con punte di progressive metal che possono ricordare i primi Fates Warning e un’attitudine malinconica unita a una predisposizione alla gravosità che li fa pendere verso il death-doom inglese e nordico degli anni Novanta piuttosto che sul doom americano anni Ottanta.
Questi cinque ragazzi di Fiume sono ormai in giro da una decina d’anni e l’esperienza è percepibile dai solchi di questo nuovo “Mediterranean Melancholy”, ben concepito, ottimamente registrato e arricchito da qualche tratto distintivo che li rende, se non peculiari, perlomeno riconoscibili tra la concorrenza.

Innanzitutto i due registri vocali: quello alto e cristallino del chitarrista Ivan Hanžek, le cui piccole sbavature non inficiano la comunque buona prestazione, ed il profondo growl del bassista, fondatore e principale compositore Luka Petrović, abbastanza superfluo in realtà, essendo di solito adoperato come sottofondo o riempitivo in maniera non particolarmente determinante.
In secondo luogo le tre chitarre, due delle quali tessono i consueti riff potenti e cadenzati, mentre una terza aggiunge dei fraseggi solistici che arricchiscono le canzoni; quadratissima la sezione ritmica, come d’altronde il genere richiede, e tutto risulta assolutamente ben bilanciato nel mix.
Le canzoni sono molto lunghe, quasi tutte sui nove minuti, e ne abbiamo solo cinque, per una durata totale di tre quarti d’ora, che passano tutto sommato velocemente, tra estese costruzioni vocali e magniloquenti tappeti strumentali, che esplorano soluzioni diverse ma sempre rimanendo all’interno dei confini del genere.
Non siamo lontani da quanto già pubblicato precedentemente dagli altoadriatici, si può rilevare forse una maggior cura negli arrangiamenti e nella registrazione, ma l’unica vera differenza sta nell’avvicendamento alla voce solista: Ivan Hanžek, va infatti a sostituire il fratello Matej, forse più dotato; anche Ivan fa la sua dignitosa figura, il problema semmai è una certa mancanza di personalità, aspetto su cui vale la pena spendere due parole.

Se da un lato, come già accennato, i croati mettono effettivamente sul piatto alcune scelte strumentali e stilistiche che almeno in teoria dovrebbero conferire loro una certa originalità, poi nei fatti la proposta risulta assolutamente classica, e li inserisce in tutto e per tutto nella categoria dei gruppi ‘di genere’: pane per appassionati di doom tradizionale insomma, che possono trovare in queste tracce tutti gli elementi tipici del doom melodico di stampo prettamente europeo.
Eloquente il pezzo di apertura “Homebound”, che riassume tutti gli stilemi adoperati dagli Old Night nel prosieguo del disco; per trovare qualcosa di diverso bisogna scorrere al quarto brano “Ghosts”, in cui i giri diminuiscono ulteriormente, per un pezzo che risulta sostanzialmente una lunga e raffinata ballad metallica.
Manca in sostanza quell’incisività che potrebbe innalzare la qualità della proposta, e magari destare interesse per questo gruppo anche al di fuori della ristretta nicchia del doom; in particolare si sente talvolta la mancanza di qualche riff veramente memorabile, o di una linea melodica vocale più immediata e incalzante.
Rimane comunque un’innegabile classe che gli Old Night hanno saputo coltivare lungo gli anni, un’eleganza che li rende assolutamente credibili come alfieri del doom mediterraneo più melodico e tradizionale.

TRACKLIST

  1. Homebound
  2. Chasing Yesterdays
  3. Stormbirds
  4. Ghosts
  5. The Loneliness Of Lighthouse Keepers
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